Il grocery in Europa cresce grazie alle operazioni di M&A
Secondo Savills, gli investimenti nel settore hanno superato i 6 miliardi, in crescita del 16% e segnando il primo incremento dal 2020. Ma in Italia, a differenza di altri mercati, mancano asset di qualità su cui investire e così il mercato è poco liquido
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Gli investimenti nel settore grocery europeo hanno superato i sei miliardi di euro, registrando un incremento del 16% e segnando il primo incremento dal 2020, trainato da una crescita del 35% dei volumi relativi a portafogli. Parallelamente, l’attività di M&A nel comparto è cresciuta di circa il 30% rispetto al 2020, evidenziando come i retailer stiano reagendo a una prolungata compressione della redditività, alla forte competizione sui prezzi e alla necessità di rafforzare i propri bilanci.
Lo fotografa l’ultimo report di Savills sugli investimenti in questo specifico segmento del retail. Operazioni su larga scala, acquisizioni strategiche e dismissioni cross‑border hanno contribuito a ridisegnare un mercato sempre più concentrato. In forte crescita anche le operazioni di sale and leaseback, che hanno rappresentato quasi il 21% del totale degli investimenti nel grocery — il livello più elevato degli ultimi 13 anni — a conferma dell’esigenza degli operatori di generare liquidità e rafforzare il presidio nei mercati core.
Negli ultimi cinque anni, molti operatori hanno assorbito livelli di inflazione superiori a quelli tipici di un ciclo economico con impatti significativi sui margini. Questo scenario, unito all’intensificarsi della concorrenza e all’evoluzione dei format commerciali, ha spinto i retailer a rivedere le proprie strategie: dalla diversificazione del network, allo sviluppo di nuove strategie e alla ricerca di efficienze operative.
I discount continuano a rappresentare la principale forza di trasformazione del settore. Negli ultimi dieci anni, i retailer di questo comparto hanno registrato una crescita media annua dei ricavi (Cagr) del 5,2%, superando nettamente i supermercati tradizionali (+3,2 per cento). La loro espansione nelle aree urbane sta ridefinendo le dinamiche competitive a livello europeo.
«È in atto - ha spiegato Francesca Cattagni, head of retail agency - una razionalizzazione strategica delle reti sulla base dei consumi e dei nuovi trend, con crescita di supermercati di prossimità e discount che testano format ridotti e di quartiere. I consumatori sono più attenti a qualità, salute e sostenibilità, ma anche al prezzo, con una minore loyalty al brand a favore del miglior rapporto qualità/prezzo e tendenze di consumo».
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