Il Giornale dell’Arte passa al consorzio composto da Banca Intesa, Fondazione Sanpaolo e F. CrCuneo
La casa editrice fondata da Umberto Allemandi venduta al pool di banche e fondazioni, resta in carica l’ad Cerutti
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I punti chiave
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La Umberto Allemandi Editore passa dalle mani del suo fondatore Umberto Allemandi al “consorzio” composto da Banca Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di Sanpaolo e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo per il rilancio attraverso l’acquisizione del 100% dei rami industriali della casa editrice. Il società pubblica lo storico mensile Il Giornale dell’Arte, in edicola per la prima volta nel maggio del 1983, sotto la direzione del fondatore Umberto Allemandi. Intento del suo infaticabile fondatore è stato, da sempre, proporre un prodotto editoriale innovativo nel campo dell’arte, aggiornando il sistema dell’arte italiano con notizie, report e analisi sull’andamento del mercato nazionale e internazionale. Il periodico è realizzato a Torino e ha una tiratura mensile superiore alle 20.000 copie. Luigi Cerutti, amministratore delegato della società torinese negli ultimi tre anni e mezzo dall’amministratore, continuerà a guidare. La casa editrice ha avuto a lungo dei corteggiatori, non ultime le attenzioni da parte di CoopCulture e, in passato, anche di altri editori.
Il GdA, per gli addetti ai lavori, dal 1983 ha costantemente informato su quanto accadeva in un territorio estremamente ricco di cultura e arte, ma anche privo di una costante attenzione a livello nazionale, mettendo l’accento sempre sui temi più controversi e dando conto dei suoi protagonisti, della sua economia, delle sue storie e della sua quotidianità. La principale novità del Giornale dell’Arte è stata quella di essere formalmente concepito come un tradizionale quotidiano ma di periodicità mensile e dedicato alle notizie dei vari settori dell’arte e della cultura: dall’archeologia alla fotografia, dai libri sull’arte a musei e fondazioni, dalle mostre al restauro e alla tutela, dalle politiche culturali e all’economia dell’arte dando la parola a opinionisti e curatori di peso. Poi negli anni al periodico ricco di inserti (Vernissage”, “Il Giornale delle Mostre”, “RA. Rapporto Annuale”, “Vademecum” e “Vedere a) si è naturalmente aggiunto il sito che consente un quotidiano aggiornamento sull’arte.
Il format italiano è stato un modello anche per versioni autonome del periodico in altre lingue come l’autorevole inglese The Art Newspaper, russa The Art Newspaper Russia, cinese The Art Newspaper China, francese Journal des Arts e greca Ta Nea Tes Technis. Tanti i compagni di viaggio e di penna di Umberto Allemandi e di Anna Somers, per lunghi anni direttrice de The Art Newspaper, da Federico Zeri a Massimo Montella, da Francesco Poli a Renzo Piano sino a Nicholas Penny. Tanti i curatori e gli artisti che hanno accompagnato e accompagnano questa lunga narrazione del sistema dell’arte italiano senza mai perdere di vista quanto accade nel mondo intorno. «Per una casa editrice come la nostra questo passaggio - spiega - Umberto Allemandi segna un momento straordinariamente importante. Per quarant’anni abbiamo investito ogni sforzo nell’affermazione di una qualità editoriale identitaria assoluta, nella forma e nei contenuti, sempre innovativi, primo tra tutti il Giornale dell’Arte, un primato mondiale imprenditoriale che non era riuscito a nessun’altra testata giornalistica italiana, un modello che ha generato repliche gemelle in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Francia, in Cina, in Russia e altrove”. Per Michele Coppola, nominato dall’assemblea dei soci presidente della nuova società editrice Allemandi: “Proseguire una storia di eccellenza italiana è la volontà che ha unito in questa iniziativa la prima Banca del Paese e due tra le maggiori Fondazioni di origine bancaria, condividendo l’impegno in arte e cultura come parte irrinunciabile del proprio Dna. Per Intesa Sanpaolo l’importanza dell’investimento in questo ambito, esplicitamente ribadito nel Piano di Impresa, ha portato alla trasformazione di palazzi di proprietà nei quattro musei di Gallerie d’Italia e alla cura costante del patrimonio artistico del Gruppo e del Paese, con risultati che fanno riconoscere il nostro Progetto Cultura come un caso unico in Europa”.
Editori e banche
Per Banca Intesa e le due Fondazioni si allarga il loro perimetro legato all’arte. Intesa ha al suo attivo già il Progetto Cultura che raccoglie le iniziative che promuovono l’arte e la cultura nel nostro Paese attraverso il sistema museale delle Gallerie d’Italia con le sue quattro sedi di Torino, Milano, Napoli e Vicenza. La Fondazione Compagnia di Sanpaolo è fortemente attiva con bandi e progetti nello sviluppo sostenibile soprattutto in ambito culturale e di cittadinanza, così come anche la Fondaizone Cassa di Risparmio di Cuneo eroga bandi e promuove progetti per la gestione del patrimonio a sostegno del territorio.










