Il futuro della cultura in dieci megatrend
L’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del PoliMi presenta la ricerca sul futuro della cultura e dei musei nei prossimi dieci anni. Intelligenza Artificiale, tecnologia e sociale i megatrend a maggior impatto
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I punti chiave
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Qual è l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’esperienza culturale dei visitatori museali e come cambia l’offerta culturale? L’introduzione di sistemi algoritmici può orientare il comportamento dei visitatori all’interno dei musei? Esiste, inoltre, un fil rouge che collega il destino delle nuove e delle vecchie generazioni nella modellazione dell’offerta museale?
A queste domande il convegno “Innovazione nella Cultura tra passato e futuro: i megatrend dei prossimi dieci anni”, promosso dall’Osservatorio Innovazione Digitale per la Cultura del Politecnico di Milano ha dato le sue risposte, a dieci anni dalla sua nascita.
I megatrend
L’Osservatorio, grazie alla sua esperienza ha individuato e validato con la sua community di riferimento alcuni megatrend tecnologici e sociali destinati a incidere il futuro della cultura nella prossima decade. Partendo da un’analisi strutturata di quattro macrocategorie di trend – tecnologici, sociali, politico-sistemici e climatico-ambientali – è stata fatta una distinzione tra quelli forti e deboli e poi, una successiva proiezione temporale scegliendone dieci che avranno un impatto sulla cultura.
Il primo megatrend attiene alla Personalizzazione dell’esperienza culturale e museale sulla falsa riga delle piattaforme VOD, quali Netflix, RaiPlay, Prime, che offrono (quasi) su misura content digitali. In questo processo, l’intelligenza artificiale offre un contributo decisivo, rendendo possibile un’interazione più mirata, dinamica e aderente ai bisogni del pubblico. La Galleria Nazionale dell’Umbria ha sviluppato la web app AifeelGNU, basata sull’intelligenza artificiale, che elabora lo stato emotivo iniziale del visitatore, l’età e il tempo a disposizione per proporre un percorso di visita personalizzato, prestando attenzione anche al benessere dell’utente al termine dell’esperienza. L’intelligenza artificiale facilita soluzioni che in passato erano molto difficili da realizzare, se non a costi molto elevati, come le traduzioni istantanee multilingua e le interfacce accessibili e dinamiche, capaci di adattarsi alle esigenze della persona.
Gli ulteriori megatrend influenzati dall’intelligenza artificiale riguardano il Mondo del lavoro, dalle professioni ai processi operativi, fino allo Sviluppo dell’offerta culturale. L’IA non sostituirà integralmente il lavoro degli operatori culturali; tuttavia, secondo l’Osservatorio, gli strumenti basati sull’IA potranno potenziare le capacità dei creativi e dei professionisti della cultura nell’analisi dei dati, nella ricerca di informazioni e nella progettazione di eventi e mostre.
Piattaforme come Europeana o Google Arts & Culture utilizzano già l’IA per creare ecosistemi digitali che connettono persone, luoghi e oggetti culturali digitalizzati, favorendo nuove modalità di fruizione e interazione. Un ulteriore ambito di sviluppo riguarda l’efficienza degli agenti IA, teoricamente in grado di svolgere in autonomia singole fasi del processo produttivo o, in prospettiva, interi cicli di lavoro.
Le variabili
Sul tema dell’IA la ricerca richiama l’attenzione su un concetto cruciale come la trustworthy, ossia la fiducia nell’IA fondata sulla sua affidabilità, trasparenza e sulla conformità a principi etici riconosciuti; al contrario, un uso improprio dell’intelligenza artificiale può rappresentare un forte deterrente.
Il vibe-coding consente di sviluppare applicazioni e interfacce web senza possedere competenze avanzate di programmazione, riducendo in modo significativo tempi e costi di realizzazione. Si tratta di funzionalità particolarmente utili per le imprese culturali e creative di piccole dimensioni, che spesso faticano a rispondere con tempestività ed efficienza alle richieste e alle esigenze delle istituzioni, proprio a causa delle limitate risorse disponibili.









