A caccia di liquidità

Il fondo sovrano di Abu Dhabi acquisirà una quota di minoranza di Sotheby’s

Operazione da 1 miliardo di euro con un aumento di capitale con la quale entra Abu Dhabi ADQ. Drahi alle prese con i debiti, conserva la maggioranza

di Marilena Pirrelli

4' di lettura

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Il fondo sovrano di Abu Dhabi ADQ entra con una quota di minoranza in Sotheby’s attraverso un aumento di capitale che servirà alla casa d’aste per ridurre il debito, rafforzare ulteriormente il proprio bilancio e finanziare i piani di crescita. Bidfair, di proprietà di Patrick Drahi, che ha acquisito Sotheby’s nel 2019 in un accordo che ha valutato la casa d’aste a 3,7 miliardi di dollari, debito incluso- segnando il suo ritorno alla proprietà privata dopo 31 anni -, investirà anch’essa ulteriori capitali insieme ad Adq e rimarrà proprietaria di maggioranza di Sotheby’s. Nel complesso si tratta di un’operazione, precisa una nota, da 1 miliardo di euro, la transazione dovrebbe concludersi prima della fine dell’anno.

Quindi Drahi rimarrà l’azionista di maggioranza della casa d’aste, mentre ADQ acquista azioni di nuova emissione per “ridurre la leva finanziaria” e supportare “crescita e innovazione”. Drahi investirà anche capitale aggiuntivo in Sotheby’s come parte dell’accordo.

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Sotto pressione

Che Drahi fosse in cerca di capitali freschi era noto dal 2021. L’anno scorso il Financial Times ha riferito che un altro fondo sovrano del Golfo, la Qatar Investment Authority, era tra i candidati impegnati in colloqui informali per acquisire una quota di minoranza nella casa d’aste. La pressione che gli alti tassi di interesse hanno esercitato sull’impero commerciale fortemente indebitato di Drahi, costruito su prestiti considerevoli e meccanismi di finanziamento complessi nell’era del denaro a buon mercato, è ben documentata. Altice, la multinazionale delle telecomunicazioni da lui fondata e di cui rimane l’azionista di controllo, è sotto pressione per un debito segnalato di 60 miliardi di $. Molte le operazioni di vendita di controllate nell’ultimo anno.

Il fatto che l’imprenditore franco-israeliano sia ora disposto ad accettare un partner rappresenta un cambiamento di posizione rispetto a quanto affermato dalle persone a lui vicine a dicembre, ovvero che non aveva bisogno di vendere né di attrarre investitori esterni.

La maggior parte delle partecipazioni di Drahi riguardano il settore delle telecomunicazioni e sono di proprietà del suo gruppo Altice, sebbene Sotheby’s faccia parte della sua holding personale Bidfair.

A giugno, S&P Global Ratings ha tagliato il rating di credito della casa d’aste da B a B - citando “redditività sotto pressione e continuo calo dell’Ebitda”. L’agenzia ha evidenziato “potenziale rischio di rifinanziamento” data la “leva finanziaria elevata” di Sotheby’s. Inoltre per la prima volta la casa d’aste quest’anno non ha reso pubblico l’andamento semestrale rifiutando qualsiasi commento. Secondo i documenti aziendali depositati in Lussemburgo, alla fine dell’anno scorso la società madre di Sotheby’s, Bidfair, aveva un debito a lungo termine di 3,5 miliardi di dollari. Nel 2023,la società madre con sede in Lussemburgo ha registrato spese per interessi pari a 267 milioni di dollari, rispetto ai 218 milioni di dollari dell’anno precedente. I ricavi sono scesi a 1,36 miliardi di dollari nel 2023, rispetto agli 1,4 miliardi di dollari dell’anno precedente, a causa dei minori ricavi dai servizi d’asta e di un calo nelle vendite di inventario.

Le dichiarazioni

“ADQ rimane impegnata nell’esplorazione di opportunità di investimento interessanti che creino valore per Abu Dhabi - spiega Hamad Al Hammadi, Deputy group chief executive officer di ADQ - Il nostro investimento sottolinea la nostra ferma convinzione del valore duraturo del marchio Sotheby’s, della sua piattaforma leader di mercato e della capacità del suo management di portare avanti il suo programma di crescita. Non vediamo l’ora di creare nuove opportunità di collaborazione con Sotheby’s e di far parte del suo percorso”. Il coinvolgimento del fondo riflette il numero crescente di ricchi acquirenti di opere d’arte e oggetti da collezione provenienti dagli stati del Golfo ricchi di petrolio. Numerose le aste tenute da inizio anno tra Doha e Dubai di arte orientale moderna e contemporanea, di fotografia, orologi, gioielli, borsette e tappetti.

Fondato nel 2018, il fondo sovrano ha il compito di alimentare lo sviluppo nell’emirato di Abu Dhabi, ricco di petrolio. Presieduto dal potente consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, Sheikh Tahnoon bin Zayed al-Nahyan, ADQ investe anche all’estero e all’inizio di quest’anno ha annunciato piani di investimento da 35 miliardi di dollari in Egitto.

La quota di Sotheby’s esula dai settori prioritari di ADQ, che spaziano dall’energia all’agricoltura, all’assistenza sanitaria e alla logistica. Tuttavia, una persona vicina al fondo ha affermato che potrebbe portare all’apertura di un’agenzia Sotheby’s ad Abu Dhabi, che ha investito molto per portare arte e cultura nell’emirato. Del resto la città è molto attiva sul fronte dell’arte basti ricordare che nel 2017 è stato inaugurato il Louvre Abu Dhabi e sono iniziati i lavori per il Guggenheim museum.

Da parte di Sotheby’s il ceo Charles F. Stewart, ha aggiunto: “Apprezziamo la loro visione a lungo termine della nostra attività e questo investimento è una testimonianza dei risultati raggiunti finora e del nostro significativo potenziale di crescita futura. Il capitale aggiuntivo e l’esperienza negli investimenti ci permetteranno di accelerare le nostre iniziative strategiche, di espandere il nostro impegno per l’eccellenza nei mercati dell’arte e del lusso e di continuare a innovare per servire meglio i nostri clienti in tutto il mondo”.

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