Il fondo Blue Skye scommette su Perini navi
Lucca: il Tribunale nomina Franco Della Santa commissario giudiziale
di Silvia Pieraccini
3' di lettura
3' di lettura
Quando, nel maggio scorso, Perini Navi ha annunciato di aver presentato una richiesta di concordato in bianco al Tribunale di Lucca, diretta alla ristrutturazione del debito attraverso un accordo con i creditori in base all’articolo 182 bis della legge fallimentare, il mondo della nautica è rimasto di sasso.
Per due motivi. Prima di tutto, per la caduta di un marchio-icona, leader mondiale nelle barche a vela di grandi dimensioni, sopra i 40 metri di lunghezza, simbolo di eleganza, lusso, innovazione e funzionalità da quando negli anni Ottanta il lucchese Fabio Perini inventò un rivoluzionario sistema automatico per il controllo del piano velico. In secondo luogo, per il rapido declino della gestione dei nuovi azionisti, la famiglia veneta Tabacchi con il manager Lamberto Tacoli, che avevano investito nel cantiere viareggino appena tre anni prima - acquisendo il 49,99% nel maggio 2017, per poi salire al 75% un anno dopo - proprio per salvarlo dalle difficoltà finanziarie in cui era immerso.
Ma invece di tornare a navigare in acque tranquille, Perini Navi è finito nelle aule di un tribunale. Il futuro di un nome leggendario della nautica tricolore, che vende barche da 25 milioni in su, si scriverà nelle prossime tre-quattro settimane. Il Tribunale di Lucca ha nominato un commissario giudiziale, Franco Della Santa, e ha fissato al 4 novembre la data entro cui l’azienda dovrà presentare un piano di ristrutturazione del debito che dovrà poi essere omologato dallo stesso Tribunale.
In pole position per rilevare il cantiere, dopo le voci circolate sul possibile ingresso di partner industriali come Sanlorenzo Yachts o Ferretti, c’è ora il fondo d’investimento Blue Skye - lo stesso presente nell’Ac Milan - che ha firmato un accordo preliminare con Fenix, la holding della famiglia Tabacchi, e ha avviato la due diligence.
Gli ultimi tre bilanci di Perini Navi (2016-2018) cumulano perdite per 65 milioni, anche se nel 2018 il rosso è sceso a 10,4 milioni e il fatturato è più che raddoppiato a 52 milioni. Il passivo ammonta a 100 milioni. Le commesse annunciate dall’azienda solo pochi mesi fa – 160 milioni di portafoglio ordini con sette barche in costruzione (due a motore e cinque a vela) – sono in stand-by. Al momento il cantiere sta lavorando soprattutto alle manutenzioni e al refitting, visto che i 130 addetti diretti sono in cassa integrazione straordinaria, a rotazione, fino al 31 dicembre. I sindacati sono in agitazione anche per l’indotto che nella nautica ha un forte peso.



