Il foil che fa volare l’elettrico: nascono in Italia gli avveniristici RaceBird
Una chance di convertire la nautica da diporto alle emissioni zero passa dal campionato mondiale di motoscafi E1 Series. Un circuito con un potenziale di business in crescita e grandi investitori, da Will Smith a Rafael Nadal.
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Da una parte, tuniche bianche che ondeggiano nel vento e copricapi bloccati dall’igal, il cordoncino nero che li avvolge. Dall’altra, i colori fluorescenti di tute ignifughe, che aderiscono come una seconda pelle al corpo. Sotto la luce abbacinante della perenne estate qatariota, volti noti della finanza e dell’imprenditoria, attori, leggende dello sport, dietro ampi occhiali scuri. È un caleidoscopio di colori e di mondi in apparenza distanti quello che si compone sotto la volta del Corinthia Yacht Club di Doha, per la seconda tappa del campionato mondiale di motoscafi elettrici E1 Series. Una passione relativamente nuova per una competizione e un investimento destinato a crescere, dove convivono un’inaspettata parità di genere, una fortissima sostenibilità ambientale, grande spettacolo e tecnologia all’avanguardia. In acqua, motoscafi dalle linee futuristiche sfrecciano a zero emissioni, con equipaggi, per metà, femminili. Alla frescura dell’aria condizionata dell’Ocean Club Vip hospitality, investitori internazionali e star hollywoodiane giocano la loro partita, a colpi di networking, progetti e accordi milionari. Giunto alla sua seconda edizione, questo campionato è un microcosmo capace di condensare le principali sfide globali, anche grazie al ruolo dei grandi personaggi che vi aderiscono. «Non vogliamo ergerci a paladini dell’innovazione», racconta con schiettezza napoletana l’ingegnere Rodi Basso, ceo e co-fondatore, con l’imprenditore e politico spagnolo Alejandro Agag, dell’E1 Series World Championship. «Certamente parliamo di business, ma associarsi a noi significa anche poter sperimentare tecnologie e soluzioni in ambienti protetti, dove l’omologazione non è stringente e si possono concretizzare concetti all’avanguardia».
I protagonisti di questa rivoluzione acquatica sono i RaceBird, motoscafi elettrici che sembrano usciti da un film di fantascienza. Sfrecciano sull’acqua – mari e laghi – grazie ai foil, che permettono all’imbarcazione di sollevarsi e quasi volare, eliminando la resistenza dello scafo. Un principio che lascia in acqua soltanto una minima superficie di carbonio, tecnologia resa celebre anche dall’America’s Cup, ma qui portata a un livello di innovazione ancora più spinto. «Le batterie di un singolo mezzo pesano 230 chili, con lo scafo l’imbarcazione arriva a 1.300 chili. Ovviamente le batterie hanno un impatto sulla velocità, proprio per effetto del loro peso, ma avere una batteria che pesa meno del 20 per cento del totale è un grande risultato», prosegue Basso. I RaceBird accelerano 0/100 chilometri orari in 15 secondi, e raggiungono una velocità massima di 52 nodi, circa 90 chilometri orari: «Il limite non è la potenza – usiamo meno dei 200 cavalli disponibili –, ma la fluidodinamica dei foil, noi però li abbiamo scelti perché introducono un’efficienza massima e crediamo in loro per la nautica da diporto del futuro. Puntiamo a raggiungere 60 nodi nei prossimi anni, il massimo potenziale».
Il calendario di questa seconda stagione è già entrato nel vivo: dopo le tre gare disputate a Jeddah in Arabia Saudita, a Doha in Qatar e a Dubrovnik, i RaceBird approderanno in Italia a fine giugno, sul lago Maggiore. Non è un caso: è proprio qui, a Sesto Calende, che vengono costruiti e sottoposti a manutenzione. Londra ospita invece il quartier generale per gli aspetti organizzativi e promozionali. Il giro del mondo proseguirà poi nel Principato di Monaco e, dopo la tappa a Lagos in Nigeria, si concluderà a novembre a Miami. Uim E1 è rapidamente diventato un punto di riferimento e di svolta per gli sport acquatici: è il primo e unico campionato mondiale di barche da regata completamente elettriche riconosciuto dalla Union internationale moto nautique, che governa le attività di motonautica a livello globale. Con il sostegno di Pif (Public investment fund, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita), non si limita ad attrarre il pubblico con la sua spettacolarità, ma ha come mission promuovere ricerca e sviluppo di innovazioni che possano proteggere le sempre più fragili aree costiere. Dietro ogni team (sono 9 i proprietari e 18 i piloti, 9 uomini e 9 donne) c’è una costellazione di celebrità: l’attore Will Smith, il cantante Marc Anthony, il produttore musicale Steve Aoki, il tennista Rafael Nadal, la leggenda del football Tom Brady, il campione di cricket indiano Virat Kohli, l’ex calciatore ivoriano Didier Drogba, il dominatore dei parquet Nba Le Bron James, l’imprenditore Marcelo Claure.
Chiediamo a Basso perché questi giganti dell’entertainment e dello sport abbiano deciso di tuffarsi in questa avventura: «Primo, vedono un potenziale di business straordinario; secondo, parliamo di personalità che hanno già raggiunto l’apice della loro carriera e cercano progetti capaci di generare un impatto significativo sulla vita di miliardi di persone». La visione è tanto ambiziosa quanto concreta. «Oltre il 50 per cento della popolazione mondiale vive sulle aree costiere, oggi minacciate da molteplici fattori climatici. I nostri motoscafi elettrici non soltanto hanno emissioni zero, ma grazie ai foil non generano onde, tra le principali cause dell’erosione costiera. Anche l’inquinamento acustico è drasticamente ridotto rispetto ai motori termici, con benefici tangibili per le specie marine». Una passione, uno sport, un impegno per l’ecosistema. In più, lungi dall’essere un passatempo per miliardari, i team hanno davanti a loro un orizzonte di opportunità commerciali: ricavi da sponsorizzazioni, merchandising, hospitality e altre fonti per ben 25 anni, la durata della licenza esclusiva concessa dalla Federazione. Nell’era in cui la presenza digitale è valuta preziosa, il talento dei personaggi famosi è stato strategicamente incanalato per lanciare l’E1 nell’universo mediatico. I numeri parlano chiaro: il conteggio dei follower è passato da circa 850 milioni nel 2024 a 1,1 miliardi nel 2025, grazie all’ingresso quest’anno nella competizione del cestista Nba LeBron James, e gli accordi con E1 prevedono che questi talenti e i loro team siano attivi a promuovere il campionato attraverso i loro canali digitali.
L’E1 non nasce dal nulla, si innesta nel solco tracciato da un’altra competizione pionieristica: la Formula E (la Formula 1 elettrica delle auto). «Quando ho presentato l’idea ad Alejandro Agag, artefice della nascita della Formula E più di 10 anni fa, ci siamo subito resi conto che l’industria marittima elettrica era molto indietro rispetto a quella automobilistica. Abbiamo fatto tesoro dell’esperienza nel motorsport, trasferendo tecnologie già testate su supercar e hypercar ai motoscafi elettrici». Si tratta dunque di una rivoluzione con tre anime: innovazione tecnologica, principi Esg (environmental, social, governance) e, in senso più ampio, la promozione di uno stile di vita marino sostenibile. «I RaceBird sono più che barche da corsa: sono un manifesto della mobilità del futuro», conclude Basso. «Certo, la tecnologia non è ancora pronta al 100 per cento. Del resto, veniamo da 120 anni di ottimizzazione dei motori termici, mentre i sistemi elettrici sono all’inizio del loro percorso evolutivo. Ma è proprio qui che si concentrano oggi gli investimenti, verso una propulsione alternativa più efficiente e responsabile».










