Prevenzione

Il flop del braccialetto elettronico nella prevenzione dei reati

Le «manette hi-tech» attualmente attive in Italia sono 10.553, di cui 4.662 anti stalking e 5.965 da codice rosso

di Livia Zancaner

ANSA/CARABINIERI

2' di lettura

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Celeste Palmieri, uccisa a San Severo, in provincia di Foggia, il 18 ottobre dal marito, Mario Furio, che poi si è suicidato. Camelia Ion, trovata morta a Civitavecchia la notte tra il 17 ottobre e il 18 ottobre: a mettere fine alla sua vita l’ex compagno, Lucian Tuduran. Roua Nabi, ammazzata davanti ai figli dall’ex coniuge Abdelkader Ben Alaya, il 24 settembre a Torino. Sono tre donne uccise in neanche un mese, nonostante i loro aggressori, denunciati per maltrattamenti, indossassero il braccialetto elettronico. Anche Hichem Ben Fattoum ha ucciso la moglie, Saida Hammouda: era il 20 maggio. In quel caso l’uomo non indossava il braccialetto: avrebbe dovuto farlo, ma il dispositivo non gli era ancora stato assegnato.

I problemi dei dispositivi

Quanto accaduto negli ultimi mesi ha così riacceso la polemica sul funzionamento dei dispositivi anti stalking, il cui utilizzo è più che quadruplicato dall’entrata in vigore, un anno fa, della legge 168, recante "disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica". Provvedimento che ha esteso l’ambito di applicazione del braccialetto elettronico con funzionalità anti stalking.

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La commissione giustizia del Senato – di cui è presidente Giulia Bongiorno - ha così avviato un’indagine conoscitiva, con l’obiettivo di acquisire i dati relativi al numero dei braccialetti elettronici attivi , approfondire il sistema di funzionamento dei dispositivi e individuare le eventuali problematiche, sia sotto il profilo tecnico sia per quanto riguarda gli eventuali malfunzionamenti.

Contestualmente, il Pd ha presentato un’interrogazione parlamentare, a prima firma Valeria Valente, per chiedere chiarezza e interventi immediati. Tra le cause dell’incremento delle criticità, secondo Valente, il cattivo funzionamento dei dispostivi, i problemi nella rete e la disponibilità. «Se non funziona, è necessario rivedere il contratto di affidamento del servizio. Altro punto essenziale è la formazione adeguata del personale, per una valutazione immediata del risch.io», spiega la senatrice Pd, ex presidente della Commissione di inchiesta sul femminicidio.

I numeri in Italia

A fornire i dispositivi anti stalking al ministero dell'Interno è il gruppo Fastweb. Il contratto prevede l'attivazione di un numero mensile di 1000 braccialetti, con la capacità di utilizzarne anche il 20% in più, per un totale di 1.200, con una tempistica massima per la fornitura di 4 giorni.

Secondo i dati aggiornati al 15 novembre e forniti dal ministro dell’interno Matteo Piantedosi, i braccialetti elettronici attivi in Italia sono 10.458, di cui 4.677 antistalking, in deciso aumento rispetto a novembre 2023, quando erano in totale 5695, di cui 1018 per i reati da codice rosso.

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