Il Festival dell’Economia di Trento apre le porte alle idee delle nuove generazioni
Candidature fino all’8 aprile per gli under 30 che vorranno partecipare da speaker agli eventi insieme a relatori di spicco nazionale e internazionale
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C’è una linea sottile che separa chi analizza il cambiamento da chi lo vive ogni giorno. Il Festival dell’Economia di Trento ha scelto di partire da lì, provando a colmare quella distanza e a portare sul palco il punto di vista di una generazione che si muove dentro mercati instabili, lavori che mutano e poteri che si ridefiniscono.
Con la call for ideas “Le Voci del Domani”, il Festival dell’Economia di Trento – organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento, che si terrà da mercoledì 20 maggio a domenica 24 maggio – apre il programma ufficiale agli under 30, invitandoli a salire sul palco non come spettatori, ma come relatori.
Un passaggio che dice molto del tempo che stiamo vivendo: l’economia cambia, si trasforma, ridefinisce gerarchie e poteri. E allora diventa naturale chiedere a chi oggi si affaccia al lavoro, all’impresa, alla ricerca, di raccontare cosa vede e cosa immagina.
Gli obiettivi
Non è un caso, del resto, che la XXI edizione del Festival dell’Economia di Trento porti un titolo significativo e che suona come una dichiarazione di intenti: “Dai mercati ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. È una formula che tiene insieme due livelli. Da una parte i mercati, sempre più globali e interconnessi, attraversati mai come in questa fase da tensioni geopolitiche, transizioni tecnologiche, nuove catene del valore. Dall’altra ci sono i poteri che si stanno ridisegnando: quello finanziario, quello politico, quello delle piattaforme e dei dati. In mezzo, una generazione che cerca spazio e prospettiva.
Trento prova a costruire un ponte. Lo fa con una kermesse di cinque giorni in cui l’intento è quello di aprire ancora di più il centro storico a incontri, dibattiti, confronti. E tuto questo mettendo anche al centro chi, di solito, resta in platea.



