Gruppo Il Sole 24 Ore

Il Festival dell’Economia di Trento apre le porte alle idee delle nuove generazioni

Candidature fino all’8 aprile per gli under 30 che vorranno partecipare da speaker agli eventi insieme a relatori di spicco nazionale e internazionale

di Andrea Biondi

Festival dell’Economia di Trento

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C’è una linea sottile che separa chi analizza il cambiamento da chi lo vive ogni giorno. Il Festival dell’Economia di Trento ha scelto di partire da lì, provando a colmare quella distanza e a portare sul palco il punto di vista di una generazione che si muove dentro mercati instabili, lavori che mutano e poteri che si ridefiniscono.

Con la call for ideas “Le Voci del Domani”, il Festival dell’Economia di Trento – organizzato per il quinto anno consecutivo dal Gruppo Il Sole 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento e con la collaborazione del Comune e dell’Università di Trento, che si terrà da mercoledì 20 maggio a domenica 24 maggio – apre il programma ufficiale agli under 30, invitandoli a salire sul palco non come spettatori, ma come relatori.

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Un passaggio che dice molto del tempo che stiamo vivendo: l’economia cambia, si trasforma, ridefinisce gerarchie e poteri. E allora diventa naturale chiedere a chi oggi si affaccia al lavoro, all’impresa, alla ricerca, di raccontare cosa vede e cosa immagina.

Gli obiettivi

Non è un caso, del resto, che la XXI edizione del Festival dell’Economia di Trento porti un titolo significativo e che suona come una dichiarazione di intenti: “Dai mercati ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”. È una formula che tiene insieme due livelli. Da una parte i mercati, sempre più globali e interconnessi, attraversati mai come in questa fase da tensioni geopolitiche, transizioni tecnologiche, nuove catene del valore. Dall’altra ci sono i poteri che si stanno ridisegnando: quello finanziario, quello politico, quello delle piattaforme e dei dati. In mezzo, una generazione che cerca spazio e prospettiva.

Trento prova a costruire un ponte. Lo fa con una kermesse di cinque giorni in cui l’intento è quello di aprire ancora di più il centro storico a incontri, dibattiti, confronti. E tuto questo mettendo anche al centro chi, di solito, resta in platea.

Modalità di partecipazione

La call for ideas è semplice nella forma e ambiziosa nella sostanza: per partecipare è necessario inviare un testo di presentazione, di massimo 1.200 caratteri, accompagnato da un video di presentazione (durata 2 minuti), in cui raccontare il tema proposto e le motivazioni della candidatura. Le iscrizioni sono aperte fino all’8 aprile sul sito ilsole24ore.com/vocideldomani.

A selezionare i partecipanti sarà il Comitato Scientifico del Festival, presieduto dal direttore del Sole 24 Ore Fabio Tamburini e composto dalla professoressa Ericka Costa, associata di Economia aziendale del Dipartimento di Economia e Management dell’Università di Trento, dal professore Luigi Bonatti, ordinario di Politica economica all’Università di Trento e dalla storica dell’economia Adriana Castagnoli.

A caccia di giovani speaker

I candidati scelti entreranno nel programma ufficiale e interverranno dal vivo accanto a economisti, accademici, rappresentanti delle istituzioni e del mondo produttivo.

Non una vetrina parallela, ma un confronto diretto. L’esperimento, del resto, ha già mostrato di funzionare. Grazie alla precedente call for ideas “Le Voci del Domani”, infatti, i giovani selezionati nell’edizione 2025, hanno avuto la possibilità di intervenire al fianco di protagonisti del mondo economico e accademico come gli economisti Giulio Sapelli e Stefano Scarpetta (Ocse), il Rettore dell’Università Bocconi Francesco Billari, la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna, il segretario generale Cgil Maurizio Landini, il direttore generale di Confindustria Maurizio Tarquini.

Un segnale concreto: le nuove generazioni non sono soltanto oggetto di analisi, ma interlocutori da ascoltare. Il tema del 2026, con quel riferimento ai “nuovi poteri”, suggerisce una domanda di fondo. Chi decide davvero oggi? I mercati, la politica, la tecnologia? E quale spazio resta per chi sta cercando di costruire un percorso professionale in un contesto che cambia a una velocità mai vista prima? Le risposte non sono scontate, ed è proprio per questo che il Festival chiede ai giovani di mettersi in gioco.

L’invito, come detto, è rivolto a chi ha tra i 18 e i 30 anni. Studenti, neolaureati, ricercatori, giovani lavoratori. Nel titolo scelto per questa edizione, la parte relativa alle “speranze dei giovani” non è un’espressione retorica. È un punto di osservazione. Perché in quella parola, speranza, convivono aspettative e timori, opportunità e fragilità. C’è la ricerca di un lavoro stabile, ma anche il desiderio di partecipare a un cambiamento più ampio. C’è la preoccupazione per le disuguaglianze e per l’incertezza, ma anche la convinzione che nuovi modelli possano emergere. E il Festival dell’Economia di Trento, con la sua call for ideas, punta a spostare lo sguardo. Per passare dal raccontare i giovani al lasciare che siano loro a raccontarsi. E, forse, anche per ricordare che le trasformazioni economiche si misurano negli indicatori, ma anche, evidentemente, nelle scelte quotidiane di chi prova a trovare il proprio posto dentro un mondo che cambia.

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