Il distretto di Sassuolo riscopre le origini delle piastrelle industriali
In mostra dal 20 aprile al Castello di Spezzano 7mila pezzi che raccontano mezzo secolo sconosciuto di storia produttiva e sociale della ceramica, dal 1889 al 1939
di Ilaria Vesentini
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«Sono la nostra storia e i nostri valori il fattore competitivo di straordinaria importanza grazie al quale oggi, dopo quasi 150 anni, siamo l’eccellenza a livello mondiale nel campo delle piastrelle ceramiche. E da parte del mercato c’è una fortissima domanda di attenzione alla storia». Sono queste parole dei vertici di Confindustria Ceramica l’introduzione più efficace per spiegare il perché è stata scelta la sede dell’associazione industriale, la Palazzina della Casiglia di Sassuolo, per presentare la mostra che sarà inaugurata il prossimo sabato 20 aprile nel Castello di Spezzano (Fiorano Modenese), dove dal 1996 è ospitato il Museo della Ceramica: “Le piastrelle da piccole. 1889-1939: i primi cinquant’anni del Distretto”.
Una esposizione che fa luce sugli albori della produzione industriale ceramica del distretto modenese-reggiano, mettendo a valore la Collezione Medici: un patrimonio di oltre 7mila pezzi donato nei mesi scorsi al Comune di Fiorano dai familiari di Antonio Medici, collezionista scomparso nel 2021.
Un distretto manifatturiero leader nel mondo
È difficile stabilire un confine tra ciò che è arte e ciò che è industria, tra la famiglia e la fabbrica quando ci si muove nel distretto sassolese, epicentro di una manifattura tricolore che mantiene salda la leadership dei commerci mondiali, che si parli di tecnologie per la ceramica o di piastrelle. Due anelli di una filiera che da sempre fa scuola nel mondo per innovazione e qualità ed è sinonimo di benessere economico e sociale del territorio, chiusi nel raggio di poche decine di chilometri: Acimac, l’associazione dei costruttori di macchine e attrezzature per ceramica con le sue 137 aziende, 7.300 addetti e 2,3 miliardi di euro di fatturato, di cui oltre 1,7 miliardi di esportazioni; Confindustria Ceramica forte di un tessuto di 128 aziende produttrici di piastrelle che danno lavoro a quasi 20mila persone ed esportano oltre l’80% dei loro manufatti, oltre 6 miliardi di export sui 7 di vendite complessive.
L’anno zero dei processi industriali: 1889
Il 1889 può essere assunto come ideale data di nascita della produzione industriale di piastrelle sassolesi perché in quell’anno all’Esposizione del Museo artistico industriale di Roma anziché la solita ceramica ornamentale fu presentato «un saggio di piastrelle in maioliche» pressate a secco. Di questo e dei passi successivi la mostra darà conto, proponendo più di cento pezzi rappresentativi della prima ceramica industriale, del design dell’epoca, delle ambientazioni ricostruite o ritrovate nelle abitazioni del distretto, dei preziosi decori. E ancora, le prime aziende, le vicende produttive e personali dei pionieri che hanno fatto il distretto, nomi come Rubbiani, Carani, Rizzi, Olivari, Siliprandi, Marazzi.
«Quanto avvenuto nei primi decenni di vita dell’industria ceramica modenese-reggiana, dalla fine del 1800 allo scoppio della Seconda guerra mondiale non è mai stato adeguatamente approfondito. Si è creato un vuoto che sembra avere autorizzato molti a ritenere che di colpo, come “per miracolo”, a partire dagli anni 1950-’60 le piastrelle abbiano preso a essere prodotte in grande quantità dalle centinaia di industrie locali piccole e grandi sorte nel frattempo», spiegano i curatori della mostra, proposta da Comune di Fiorano Modenese e Museo della Ceramica in collaborazione con Confindustria Ceramica, Acimac, Società Ceramica Italiana e il sostegno di Ceramiche Marca Corona, con il contributo di Marazzi Group per la ricerca scientifica.









