Le fiere

Il disegno attira nuovi collezionisti a Parigi

Al Salon du Dessin e al Drawing Now Paris molti visitatori per le opere di maestri antichi, moderni e contemporanei

di Marilena Pirrelli

Alberto Martini, Autoritratto, 1905, china su cartone, cm 41,2x32,2. Courtesy Galleria Laocoonte / W. Apolloni

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Il 34° Salon du Dessin in corso sino al 30 marzo presso il Palais Brongniart a Parigi, si conferma l’evento leader per il disegno antico, moderno e contemporaneo. La fiera raccolta al piano terra dell’edificio neoclassico ospita 39 gallerie di livello internazionale, di cui 18 straniere e quattro new entry (Demisch Danant, Lowet de Wotrenge, La Forest Divonne e Cazeau Gallery) e offre una prestigiosa anteprima di disegni rari, studi e opere su carta di maestri storici e artisti contemporanei. Il focus quest’anno su disegni antichi, moderni - inclusi Tiepolo, Delacroix, Klimt, Picasso, Sam Francis - e contemporanei ha una crescente attenzione per i disegni ucraini del XX secolo e opere astratte.

Il disegno è il punto di partenza ideale per iniziare una collezione, tant’è che la fiera si propone come punto d’incontro sia per i neofiti che per gli appassionati esperti e ha deciso di introdurre un percorso dedicato ai “Nuovi collezionisti” con una segnaletica distintiva sugli stand delle gallerie partecipanti (un bollino viola) che indicano al visitatori dove scoprire disegni di qualità a prezzi accessibili (tra i 2.000 e gli 8.000 euro), opere su carta di maestri rinomati a prezzi alla portata di tutti, artisti ingiustamente trascurati e artisti promettenti degni di investimento. Inoltre anche lo stand dei disegni in cerca d’autore consente di poter comprare opere la cui paternità è ancora da accertare ma di evidente valore presentate dagli espositori.

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Giambattista TIEPOLO, “Il corteo nuziale di Polichinelle”, gessetto nero e inchiostro diluito, h 290; l 410 mm, firmato in basso a destra: ’Dom.o Tiepolo f.’. Courtesy Galleria Eric Coatalem

Ma cosa si può trovare? Dalla Galleria Laocoonte / W. Apolloni Monica Carderalli presenta un «Autoritratto», 1905 di Diego Martini, un inchiostro di china su cartoncino (41,2 x 32,2 cm). «Vittorio Pica - spiega la gallerista - diceva essere un mago del bianco e nero a inchiostro di china e all’epoca ebbe un successo strepitoso. Questo autoritratto ci restituisce la trama del velluto e l’espressione intensa del volto. Ha illustrato ben 135 tavole che sarebbero dovute confluire in un libro mai realizzato, dei racconti dell’orrore di Edgar Alan Poe. Portiamo due chine su cartoncino: «Hop Frog», 1905, (cm 27 x 20) e «William Wilson», 1909 ca. (cm 37 x 26)» un doppio ritratto inquietane dello tsesso artista». La galleria porta anche una Lettera al conte Filippo Lovatelli, 1926 (cm 19,4 x 28) e busta, di Giacomo Balla con scrittura e disegno futurista, è una matita e tempera su carta. Di Eugene Berman, uno «Studio per Cassandra», 1942, china rossa acquerellata su carta, (cm 27 x 19) e poi ancora di Alberto Savinio, «Luigi XVI e Maria Antonietta», 1931-1932, dietro di loro la ghigliottin, matita grassa su carta, (cm 32,5 x 48) e di Mario Sironi un inchiostro su carta, «Viadotto ferroviario», 1920 (cm 14 x 21,5). «Sin dalla previw la fiera è stata affollata si osno rivisti moltissimi colleizonisti appassionati di disegno e operatori e direttori di museo - prosegue Carderalli - è una fiera raffinatissima con un vetitng severissimo e bisogna studiare quello che si porta, siamo stati attenti le nostre cose sono al 99% pubblicate e abbiamo avuto già riscontri». La fascia di prezzo? Le proposte di W. Apolloni con disegni di Tommaso Minardi e Vincenzo Camuccini va sui 25-30mila euro, mentre il range di valori del 900 non supera i 90mila euro, alcuni disegni possono anche partire da 5mila euro.

Alberto Martini, William Wilson, 1909 ca., china su cartoncino, cm 37x26. Galleria Laocoonte / W. Apolloni

Conferma l’affluenza anche Edoardo Baracco della Enrico Frascione Gallery. «Abbiamo visto direttori di musei americani e francesi, il clima è buono. Il nostro stand è focalizzato sul disegno antico ma ci siamo anche aperti al moderno e contemporaneo come chiede il mercato: partiamo da un disegno in pietra nera 350 x 190 mm di Johannes S. Van Calcar, studio preparatorio per la tavola n. 1 per il libro primo del «De humani corporis fabrica libri septem», 1543 scritto da Andrea Vesalio, stampato a Basilea nel 1543. Si tratta del prima schema anatomico dopo le tavole di Leonardo. Fa da contrappunto sempre in pietra nera l’opera «Immigration stories» 2025 di Michele Del Campo (Bari, 1976 ) (356 x 432 mm). L’artista lavora Miami e ha fatto una serie di interviste e disegni ad artisti da tutto il mondo: abbiamo selezionato nove donne delle 17 intervista fatte sino ora). Ogni foglio riunisce così, in una ricca continuità materiale e concettuale, un testo manoscritto dall’artista che racconta la storia del soggetto e la sua effigie disegnata con un tratto rapido, materico e d’osservazione, preso direttamente dal vivo. Poi ancora dell’americana Elsie Dodge Pattee Augur, il pastello su carta, con un possibile autoritratto / ritratto femminile, 1896 (650 x 490 mm). Figura chiave nella rivitalizzazione della miniatura moderna e nella pratica del pastello e dell’acquerello. Nel disegno i clienti sono aperti a nuove contaminazioni» conclude il gallerista italiano che propone le opere da mille euro fino ai 250 mila richiesti per il Van Calcar, con un range medio da 4 mila ai 25mila per le altre offerte.

Gustav Klimt “Sitzender Akt von vorne (Nudo seduto visto di fronte)”, 1912, Matita su carta, 600 x 400 mm.

Tra gi altri Paolo Antonacci espone di Salomon Corrodi un fresco acquerello su carta de «Il Tevere e la campagna romana visti da Monte Mario», 1873; Aleandri Arte Moderna propone una matita su carta di Gustav Klimt «Sitzender Akt von vorne (Nudo seduto visto di fronte)» del 1912, già pubblicata; Bottegantica porta una matita colorata su carta di Cuno Amiet con un’espressivo ritratto di «Rosa Luder», 1900. Galleria Éric Coatalem offre di Giambattista Tiepolo un gessetto nero e inchiostro diluito con «Il corteo nuziale di Polichinelle», già pubblicato ed esposto e passato svariate volte di mano. «Il giudizio di Mida», una penna, inchiostro marrone, acquerello grigio, di Louis Cretey lo presenta Galleria Michel Descours. E segnaliamo ancora di Vincenzo Gemito una «Medusa» del 1923 da Pandora Old Masters Inc.. Ma sono molte altre le opere che possono attirare il semplice visitatore.

Il contemporaneo sugli scudi

Contemporaneamente poco distante si svolge Drawing Now Paris sino al 29 marzo con 71 gallerie internazionali provenienti da 13 paesi. La direttrice artistica Joana P.R. Neves, ci guida nelle novità della fiera: «Il mondo è un luogo eterogeneo, tuttavia è vero che si nota una tendenza a raffigurare corpi ibridi, animali e esseri umani, con persino delle piante inserite nel mix. C’è un interesse per la mitologia rivisitata attraverso una lente femminista, come nel caso di Marta Roberti alla galleria z2o Sara Zanin. Poi c’è il corpo umano trattato in modo realistico ma con un tocco surreale e concettuale allo stesso tempo, una sorta di disegno figurativo molto abile che si dipana attraverso una sorta di associazione disfunzionale con animali o immagini di Internet, come nel caso di Trevor Gold, alla Cars Gallery, o del lavoro di Sophie Kuijken alla Galerie Nathalie Obadia. Sono anche felice di vedere il lavoro di grandi artiste come Susan Hefuna e Rebecca Salter (rispettivamente all’Annex 14 e alla Patrick Heide Gallery) che lavorano con forme astratte legate alla loro biografia. Ci sono numerosi artisti provenienti dall’Iran, dalla Palestina, dalle comunità curde, dalla Repubblica Democratica del Congo, con storie difficili di conflitto o esclusione che purtroppo sono una realtà politica più che una tendenza, ma direi che il disegno è sia intimo che politico, un primo atto di riconoscimento e di guarigione».

Giacomo Balla, Lettera al conte Filippo Lovatelli, 1926, matita e tempera su carta, busta cm 9,7x14, lettera cm 19,4x28. Galleria Laocoonte / W. Apolloni

la fiera si articola in quattro sezioni: Général, Process, associa al disegno media diversi come la fotografia o l’animazione, Inception con le proposte emergenti e Digital esplora l’intersezione con le nuove tecnologie. Tutti stimoli che si rivolgono a chi oggi colleziona il disegno contemporaneo. «A livello istituzionale, accogliamo i curatori capo dei dipartimenti di disegno - spiega Joana P.R. Neves -, che stanno costruendo collezioni in modo discreto parallelamente a quelle di scultura o pittura; poi abbiamo istituzioni dedicate al disegno come il nostro partner Frac Picardie, che lo scorso anno ha acquisito un disegno e un’animazione dell’artista vincitrice del premio Drawing Now, Susanna Inglada. Questo è importante perché molte di queste collezioni sono pubbliche e, di conseguenza, il disegno sta entrando nella nostra storia collettiva. A livello personale, ci sono collezioni incredibili che si stanno formando su aspetti estremamente originali, come lo studio dell’artista. Penso che il disegno stimoli l’eccentricità. Stiamo anche notando una nuova ondata di collezionisti che fanno domande, vogliono conoscere l’artista, sono interessati alla vita al di là della convalida istituzionale. Naturalmente, le mostre nei musei sono importanti, ma non sono gli unici trampolini di lancio nella carriera di un artista: la galleria Romero Paprocki espone Pauline Guerrier, che sta sperimentando tecniche in tutto il mondo, passando dalle arti artigianali e altamente specializzate alla loro storia e alla loro sovrapposizione con le attuali preoccupazioni relative alla sostenibilità». La settimana del disegno si concluderà

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