Il diavolo a spasso per Milano
Da oggi nei cinema il sequel del film con Meryl Streep, Stanley Tucci e Anne Hathaway, che un po’ moraleggia e un poco annoia
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A vent’anni di distanza, torna la redazione di «Runaway» con la perfida e cinica direttrice Miranda (Meryl Streep) e il suo braccio destro Nigel (Stanley Tucci) ad affrontare una nuova emergenza tra imperio della Moda e crisi della carta stampata. Il diavolo veste Prada 2, che si appresta a essere il nuovo sbanca botteghino della stagione, conferma la stessa squadra, dagli attori – Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci – al regista, David Frankel, con aggiunte importanti una serie di personaggi nuovi, tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen e B.J. Novak. Mentre Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv”.
La trama
La prima ad essere colpita da tramonto/stravolgimento dei mezzi di comunicazione tradizionali è Andy (Anne Hathaway), ex stagista di «Runaway», che rispetto alla prima versione de Il diavolo veste Prada ha fatto strada nel giornalismo di inchiesta. Ma proprio mentre riceve un importante riconoscimento perde il lavoro. La sorte le tende la mano e viene richiamata a «Runaway» con il compito di portare nel tempio della Moda l’inchiesta. Ritrova le stesse condizioni di vassallaggio dei sottoposti che aveva sperimentato a suo tempo e, in un mondo dominato dai like, assapora tiepide vittorie, che non smuovono Miranda, fino a che ha la sua rivincita nella capitale italiana della Moda.
Milano
NY, sede del giornale, è sempre in primo piano, ma c’è posto (molto) anche per la bellezza sfidante e spigolosa di Milano. E non solo nei suoi luoghi tradizionali, come Duomo e Galleria Vittorio Emanuele II. C’è l’Accademia di Brera, dove si svolge la sfilata di Moda, Palazzo Clerici, la chiesa Santa Maria delle Grazie, Palazzo Parigi, Villa Arconati, il Quadrilatero della Moda, Piazza dei Mercanti, via Filodrammatici, l’ex cinema Metropol, ora luogo di sfilate per un grande brand italiano.
Mentre giravano, solo l’anno scorso, la città era paralizzata dalle folle di ammiratori e cuoriosi con deviazioni di traffico annesso.
Per fortuna, l’interno del Museo del Cenacolo Vinciano di Leonardo da Vinci è stato ricreato in un teatro di posa, poiché qualsiasi illuminazione utilizzata durante le riprese avrebbe danneggiato il dipinto originale.








