Il Design a Milano sbanca anche nella formazione
Sono 16mila i giovani impegnati in queste scuole, tra Politecnico, Ied e altre strutture
di Luca Orlando
3' di lettura
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Le aziende, che offrono le opportunità di carriera. E i giovani, che mettono in campo il know-how più aggiornato.
Se è vero che non sempre in Italia questo schema funziona, nel campo del Design Milano rappresenta invece un esempio virtuoso, la traduzione concreta del termine spesso abusato di “ecosistema”. Il punto di caduta del Salone del Mobile, evento di risonanza globale che chiama a raccolta designer, operatori, buyer e manager da tutto il mondo, si sviluppa infatti in un territorio che ha fatto del Design uno dei propri punti di forza sia in termini di attività industriali e sbocchi lavorativi che di sistema formativo. Causa ed effetto si confondono, in un effetto di sistema in cui la solidità di ciascun elemento è elemento di rinforzo per l’altro.
Nel censimento effettuato dal Politecnico di Milano per il Salone del Mobile, prima analisi mirata per dare una declinazione quantitativa delle sensazioni diffuse, si evidenzia infatti una rete formata da tre Università, 11 Istituti per l’alta formazione su queste materie (Afam) e 20 scuole e istituti privati. Con una massa di studenti aumentata del 50% negli ultimi 20 anni, arrivata ora a oltre 16mila unità, quasi un terzo del totale Italia per questo filone di studio.
Italiani ma non solo, come è percepibile a prima vista ascoltando i ragazzi e le ragazze del campus Bovisa, dove è insediata la Scuola di Design del Politecnico, sesta al mondo nella classifica di settore, in miglioramento di una posizione rispetto all’anno precedente.
«Salto in avanti che fa piacere, tenendo conto della competizione serrata e della concorrenza con strutture private che arrivano a rette anche di 70 mila dollari l’anno- spiega il preside Francesco Zurlo - per una realtà come la nostra che continua a crescere, con quasi 4700 studenti iscritti». L’offerta formativa, che prevede più corsi in inglese, attrae nella Scuola numerosi studenti stranieri, che per le lauree magistrali sfiorano il 40% degli iscritti e che nel totale arrivano a ridosso delle mille unità.



