Il datore di lavoro deve verificare a chi resta la vecchia detrazione
Va chiarito se il bonus spetta a chi non ha l’assegno tra i 18 e i 20 anni
di Michela Magnani
2' di lettura
2' di lettura
Da marzo l’assegno unico per le famiglie con figli prenderà il posto di tutti i benefici che oggi sostengono le responsabilità genitoriali. Ma la detrazione per i figli a carico – in alcuni casi – rimarrà. E il cambio coinvolgerà anche i sostituti d’imposta.
L’articolo 2 del decreto legislativo per l’istituzione dell’assegno introduce il nuovo contributo per ogni figlio a carico fino a 18 anni di età (e senza limiti di età se disabile) o fino al compimento dei 21 anni di età se il figlio, in alternativa: studia, lavora percependo meno di 8mila euro l’anno, è registrato presso i servizi per l’impiego o fa il servizio civile. L’articolo 10, poi, modifica l’articolo 12 del Tuir relativo ai carichi di famiglia e dal 1° marzo 2022:
1) riconosce la detrazione “teorica” di 950 euro per ogni figlio di età pari o superiore a 21 anni che non beneficia dell’assegno unico;
2) sopprime le maggiorazioni delle detrazioni (per i figli fino a tre anni o portatori di handicap) e la detrazione per famiglie numerose.
I datori di lavoro, da sempre preposti al riconoscimento delle detrazioni per i carichi di famiglia in busta paga sulla base della dichiarazione rilasciata loro dai dipendenti (articolo 23, comma 2, lettera a, del Dpr 600/1973), si interrogano sul da farsi. Dal 1998 la detrazione per i figli compete avendo riguardo al reddito degli stessi (fino 4mila euro per i ragazzi di età non superiore a 24 anni e poi fino a 2.840, 51 euro), ma indipendentemente dalla loro età e dal fatto che studino o cerchino lavoro (circolare 3/E/1998). Poiché le nuove norme entreranno in vigore il 1° marzo 2022 si ritiene che, fino alla busta paga relativa al mese di febbraio, la detrazione per i figli a carico verrà riconosciuta in modo ordinario, mentre per la corretta gestione di quella relativa al mese di marzo i datori dovranno farsi dare dai dipendenti una nuova attestazione sullo status dei loro figli.








