Giustizia

Il Csm prende tempo sugli obblighi di comunicazione degli uffici giudiziari

Slitta la decisione. Presentati alcuni emendamenti per rendere più flessibili soprattutto i vincoli sull’aggiornamento

di Giovanni Negri

Sede del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), Roma, 8 novembre 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI ANSA

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Alla ricerca di un nuovo punto di equilibrio il Csm rinvia alla prossima settimana la decisione sulle linee guida per la comunicazione degli uffici giudiziari. Il plenum di ieri ha preso atto di una serie di nuove proposte presentate che, anche se non incidono in maniera molto significativa sul testo approvato in commissione, tuttavia hanno suggerito un supplemento di riflessione.

La proposta di Area

La proposta di sostituzione della delibera, per esempio, presentata dai consiglieri di Area (ma sulla quale c’è sintonia con il procuratore generale Pietro Gaeta), si sofferma, tra l’altro, su quello che costituisce uno dei punti di maggiore novità rispetto all’ormai risalente disciplina attuativa della direttiva sulla presunzione d’innocenza, approvata nello scorcio finale della passata legislatura: la necessità di aggiornare la comunicazione nel corso del procedimento.

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Aggiornamento rivisto

L’emendamento di Area chiarisce che l’ufficio giudiziario, quando ha diffuso una comunicazione relativa a indagini preliminari, misure cautelari o altri atti a forte impatto reputazionale, «cura – su richiesta dell’interessato e fino alla formale conclusione delle indagini preliminari – l’adozione di successivi comunicati di aggiornamento in presenza di archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti, assoluzioni o altri sviluppi di segno significativamente diverso, secondo criteri di tempestività, visibilità e rigorosa simmetria informativa rispetto alla comunicazione iniziale».

Pm alleggerito

Dopo la chiusura delle indagini preliminari, i successivi comunicati di aggiornamento sono emessi, su richiesta dell’interessato, dall’organo giurisdizionale che li ha pronunciati. Passaggio cruciale quest’ultimo, visto che si svincolerebbe il pubblico ministero dall’obbligo di seguire in prima persona tutto un procedimento anche con riferimento a provvedimenti di cui nel tempo avrebbe scarsa o nessuna consapevolezza. Sparisce poi il dovere dell’ufficio ad attivarsi comunque anche in assenza di una richiesta della persona interessata.

E di semplificazione su questo punto è scritto anche nella proposta di correzione messa a punto da Unicost, insieme con Md e l’indipendente Roberto Fontana.

Le richieste del Pg della Cassazione

Da Gaeta arriva invece la richiesta di procedere alla soppressione della parte delle linee guida che obbliga la Procura generale della Cassazione a comunicare «le soluzioni organizzative e i provvedimenti dell’ufficio rilevanti per gli avvocati, il personale, i giornalisti, i giuristi e i cittadini».

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