Il consumatore cinese: Millennials e propensione all’acquisto di lusso.
Le aziende occidentali devono definire una strategia capace di raggiungere efficacemente il target e di comunicare la brand proposition
di Mirko Zenga *
4' di lettura
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La Cina é stata il caso di “mercato emergente” più affascinante della storia recente: in meno di 30 anni, con l’apertura al commercio internazionale, la Cina si è trasformata da economia rurale ed agricola ad una potenza mondiale, precisamente al terzo posto (secondo la classifica stilata dalla US News and World Report); generando la più grande e rapida formazione della classe-media che il mondo abbia mai visto. La Cina è ormai da anni il mercato più ambito, dove le aziende cercano di entrare con piani di espansione più o meno ambiziosi, giustificati dai dati di crescita della nazione che rassicurerebbero un ritorno dell’investimento a stretto giro.
Ma è proprio così immediato il successo? Purtroppo non più, bisogna avere una conoscenza approfondita del consumatore cinese, e la bravura delle aziende occidentali che riescono ad avere successo in Cina sta nella velocità di adattamento alle richieste di un consumatore sempre più informato ed esigente. Allora proviamo a capire meglio qual é il target di riferimento e da dove nasce la forte propensione all’acquisto di beni e servizi di lusso.
Con 1,4 miliardi di abitanti, la Cina è il Paese più popolato al mondo e soprattutto un enorme mercato per i prodotti di consumo. Secondo la banca dati dell’organizzazione Worldbank, nell’ultimo decennio il salario medio in Cina é quasi triplicato (x 2.8) generando la classe borghese della nazione e aumendo la spesa media dei consumatori; per darvi una comparazione, la crescita degli Stati Uniti nello stesso periodo é stata di 1,5 volte, circa la metà di quella crescita cinese.
Lo sviluppo della Cina è stato definito un vero e proprio “miracolo economico” che ha dato vita ad una nuova generazione di consumatori della categoria lusso. Questo boom, nel contesto di mercato emergente in cui la Cina si è ritrovata per anni, ha fatto sì che molti cinesi ricercassero un riconoscimento sociale del proprio successo economico; e il raggiungimento di questo “status-symbol” avveniva attraverso l’acquisto di prodotti di lusso.
Secondo lo studio condotto dalla societá Bain & Co, il mercato del lusso mondiale vede al primo posto il consumatore cinese, con una spesa pari al 33% del totale, seguito dal consumatore americano (con il 22%) e da quello giapponese (con il 10%). Solo il 27% dell’acquisto di lusso dei consumatori cinesi avviene nel territorio nazionale, mentre fortissima è la contribuzione del consumatore cinese in veste di “turista”: secondo l’Organizzazione del turismo Internazionale, nel 2015 i turisti cinesi hanno accumulato una spesa pari a 220 miliardi di dollari, con una crescita del 53% sull’anno precedente, classificandosi come il più grande gruppo turistico “outbound” al mondo.







