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di Giuliano Noci
di Davide Madeddu
3' di lettura
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Non si butta via nulla. L’attività di riciclo della gomma proveniente da pneumatici giunti a fine corsa cresce. Così come crescono gli ambiti di impiego che spaziano dall’edilizia sportiva alla sistemazione delle strade sino alle industrie per produrre nuove ruote.
A certificare questo andamento, indicandolo nel suo rapporto di sostenibilità del 2021, è il consorzio Ecopneus, la società senza scopo di lucro con sede a Milano, costituita per il rintracciamento, raccolta e trattamento degli pneumatici fuori uso, dai principali produttori italiani a cui si sono unite poi aziende di importazione e distribuzione.
I dati, di una partita che vale oltre 50 milioni di euro l’anno, parlano chiaro: nel 2021 il consorzio ha raccolto complessivamente oltre 200mila tonnellate di pneumatici fuori uso attraverso una rete composta da oltre 20mila gommisti presenti in tutta Italia superando del 20% il target di legge. Un trend, a sentire gli addetti ai lavori, destinato a crescere, soprattutto alla luce dello scenario economico con cui devono fare i conti le attività produttive.
«In questo momento di difficoltà per tutte le imprese Ecopneus è al lavoro per continuare a garantire la tenuta delle aziende della filiera, alle prese con l’aumento dei costi dell’energia con ricadute che potrebbero incidere anche sul mercato della gomma riciclata – commenta Federico Dossena, direttore generale di Ecopneus –. Si tratta di un momento difficile in cui occorre continuare a garantire la gestione di una rifiuto ma soprattutto riconfermare gli obiettivi verso un’economia circolare su cui costruire il futuro del Paese». Una crescita, quindi che per i rappresentanti del Consorzio, deve essere intesa come «risultato del consolidamento del sistema industriale costruito formato da una rete di 100 imprese qualificate su tutto il territorio nazionale».
L’attività del Consorzio non si limita alla raccolta e censimento di quanto prelevato ma va oltre e guarda anche al nuovo utilizzo della gomma che da rifiuto si trasforma in materia prima. A leggere i dati si scopre che lo scorso anno, il 52% degli pneumatici raccolti è stato destinato al recupero di energia, mentre il 48% «è stato avviato al recupero di materia per produrre granuli, polverini di gomma e acciaio impiegati nei settori applicativi della gomma riciclata».