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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La doppia fiammata di petrolio e gas premia gli energetici in Europa. Lo Stoxx 600 Energy si muove non lontano dai massimi dello scorso maggio, quando il Brent viaggiava stabilmente anche sopra i 110 dollari al barile. A beneficiare del trend sono in particolare i petroliferi europei: a Piazza Affari Eni , Saipem e Tenaris . Acquisti anche sulle altre major europee: ad Amsterdam sale Shell; a Parigi avanza TotalEnergies; a Madrid bene Repsol.
A spingere il comparto è il nuovo rialzo delle materie prime energetiche. In una delle sue ultime analisi, Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni sul petrolio, presupponendo che le interruzioni delle rotte marittime mediorientali possano proseguire fino al 2027, ma mantenendo una certa cautela sulla portata del rialzo. Questo perché «le scorte commerciali di petrolio dell’Ocse – un indicatore chiave dei prezzi del greggio – si sono ridotte solo in misura minima dall’inizio della guerra» e l’adeguamento dell’offerta nella regione dovrebbe proseguire. Secondo Goldman, infatti, il deficit globale è già sceso dai circa 7 milioni di barili al giorno di marzo «a un milione nel terzo trimestre, grazie alla parziale ripresa della produzione nel Golfo». Intanto il Brent torna a ridosso della soglia psicologica dei 100 dollari. Ad Amsterdam il gas Ttf supera quota 75 euro al MWh, sui massimi da fine 2022.
Un altro elemento essenziale, secondo gli esperti, sarà «la nuova capacità degli oleodotti» che entreranno in funzione alla fine del 2027 «e che gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita finiranno per mettere in campo la capacità di riserva». La produzione nel Golfo «è già migliorata e potrebbe tornare ai livelli prebellici entro la seconda metà del 2027», conclude Goldman Sachs.
La corsa del greggio sostiene anche Bp, che a Londra sale oltre la media dei competitor. Sul titolo, infatti, Citi vede inoltre un possibile catalizzatore specifico nell’esplorazione: secondo gli analisti, Bp «potrebbe guadagnare il 30% in più rispetto alla sua performance attuale» se le attività in corso avessero successo. La scoperta offshore brasiliana Bumerangue viene indicata come la prospettiva più promettente e, insieme ai progetti negli Stati Uniti, in Venezuela e in Iraq, potrebbe portare la durata delle riserve in seno al gruppo a 14 anni, «contro i sette stimati a fine 2025».