Si rischia anche per la qualità del materiale elettronico e l’affidabilità del produttore clandestino.
Per questi rischi e per il maggior inquinamento, l’Acea (l’associazione europea delle case automobilistiche) ha chiesto alle autorità di combattere il fenomeno.
Le sanzioni
A differenza di altri Stati comunitari che vietano specificatamente la manomissione del sistema antinquinamento atmosferico, il Codice della strada non ha una norma ad hoc: vale il generico divieto di modificare le caratteristiche tecniche del mezzo senza riportarlo sulla carta di circolazione.
Lo prevede l’articolo 78, che comporta una multa di 431 euro e il ritiro della carta di circolazione, che viene restituita solo quando il veicolo è stato rimesso nelle condizioni originali. Dopo il ritiro, scatta la segnalazione alla Motorizzazione affinché effettui una revisione straordinaria (articolo 80, comma 5), proprio per accertare che tutto è tornato in regola
I casi
Essere beccati non è facile, ma nemmeno impossibile. Almeno nel caso dei mezzi pesanti, ispezionati più di frequente: recentemente la cronaca ha riportato tre casi in Italia (Padova, Bologna e nel Foggiano) e uno in Svizzera.
In uno di essi , quello di San Severo (Foggia) il 26 ottobre, dove è stata ipotizzata anche una violazione penale. Dunque, il condicente e il proprietario del veicolo sono indagati.
Più complesso il caso svizzero: è scattata anche una denuncia all’amministrazione doganale per violazione delle norme sul pedaggio dei veicoli pesanti in quanto la tariffa autostradale è proporzionale alle classi Euro dei veicoli.