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Il cancro spiegato all’Intelligenza artificiale: il modello italiano che pensa da oncologo

Mentre Mayo Clinic e Microsoft annunciano l'Ia medica globale, Reply e Ieo puntano su quella che conosce ogni singolo tumore

di Francesca Cerati

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La notizia arriva pochi giorni dopo che Microsoft e Mayo Clinic hanno annunciato di voler costruire insieme il primo modello di intelligenza artificiale di frontiera progettato specificamente per l'assistenza sanitaria. Un progetto faraonico, con ambizioni globali, che punta a mettere le conoscenze dell'istituzione medica americana più conosciuta al mondo a disposizione di chiunque, ovunque. Quasi in contemporanea, dall'Italia arriva una risposta che segue la stessa logica di fondo, ma si muove su scala più chirurgica, tanto nella metafora quanto nel senso letterale: Reply e l'Istituto europeo di oncologia (Ieo) avviano una collaborazione per sviluppare Large language model verticali dedicati all'oncologia.

Il parallelismo non è casuale. Racconta qualcosa di preciso sul momento che stiamo attraversando: l'Ia generica ha ormai raggiunto la maturità tecnica e la partita si sposta tutta sulla specializzazione. La vera domanda non è più “un modello può ragionare clinicamente?” ma “un modello può ragionare come questo ospedale, su questi pazienti, con questi dati?”.

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Senologia, urologia, prevenzione: tre porte d'ingresso

La collaborazione tra Reply e Ieo è ancora nella sua fase iniziale, quella in cui i team clinici e i sistemi informativi dell'Istituto lavorano fianco a fianco con esperti Reply - specializzati sia nel settore healthcare sia nella personalizzazione dei modelli linguistici - per definire e prioritizzare i casi d'uso concreti. Senologia, urologia e prevenzione sono le prime tre aree sotto esame: non scelte a caso, ma selezionate per la loro rilevanza clinica e la disponibilità di un patrimonio informativo strutturato su cui addestrare i modelli.

Si parla di referti clinici, immagini diagnostiche, dati strutturati. Tutto questo materiale viene analizzato per tipologia, volume, qualità e accessibilità, con l'obiettivo di costruire dataset coerenti con gli scenari applicativi individuati. Solo dopo questa fase di mappatura e qualificazione partirà l'addestramento vero e proprio dei Large language model, cui seguiranno sviluppo e messa in esercizio delle soluzioni cliniche.

«Allo Ieo, l'intelligenza artificiale non è soltanto una tecnologia, ma un valido alleato della medicina - ha dichiarato Annarosa Farina, direttore dei Sistemi informativi del Gruppo Ieo Monzino -. Uno strumento che accelera ricerca, diagnosi e cura, aiutandoci a leggere la complessità del cancro attraverso l'analisi di grandi quantità di dati clinici e scientifici, per rendere più rapide le decisioni, più personalizzate le terapie e aprire nuove possibilità di cura per i pazienti».

Modelli su misura, non modelli universali

Il progetto con Ieo nasce dentro un'idea precisa: i grandi modelli generalisti non bastano in medicina. Non perché siano scarsi, ma perché non sanno dove si trovano. Non conoscono i protocolli di quel reparto, non hanno letto quei referti, non capiscono come ragiona quella équipe.

La risposta di Reply si chiama Model Factory: un processo industriale - dalla qualificazione dei dati all'addestramento, dalla governance al deployment - pensato per costruire modelli che conoscono davvero il contesto in cui opereranno. In ambito sanitario, dove un'allucinazione algoritmica può avere conseguenze reali su un paziente reale, la differenza tra un modello generico e uno addestrato sulla conoscenza specifica di un'istituzione non è un dettaglio tecnico. È il punto.

«Il vero valore deriverà da modelli costruiti sulla conoscenza, sui dati e sull'expertise propri di ciascuna organizzazione - ha detto Carlo Malgieri, Partner di Laife Reply -. La collaborazione con Ieo nasce proprio per mettere a sistema questi elementi».

Il parallelo con Mayo Clinic e Microsoft: stessa filosofia, scale diverse

Qualche giorno fa, Microsoft e Mayo Clinic hanno annunciato una collaborazione che, nella sua architettura concettuale, percorre la stessa strada. Il modello che i due giganti stanno sviluppando sarà addestrato su dati clinici de-identificati e sulle conoscenze longitudinali accumulate da una delle istituzioni mediche più rispettate al mondo. Sarà di proprietà di Mayo Clinic - dettaglio non banale, che segnala una presa di posizione precisa sul tema della governance dei dati clinici - e sarà reso accessibile attraverso le Api di Azure Foundry.

Mustafa Suleyman, Ceo di Microsoft AI, ha definito Mayo Clinic “la migliore collaborazione immaginabile” per accelerare verso quella che ha chiamato “medical frontier intelligence”. La differenza con i modelli generici, come ha sottolineato la stessa Mayo Clinic, è che l'Ia sanitaria richiede contesto clinico profondo, comprensione longitudinale, governance rigorosa e validazione nel mondo reale.

È esattamente la stessa premessa da cui parte Reply con Ieo. La differenza è di scala e di ambizione geografica: Mayo Clinic e Microsoft puntano a costruire un modello globale, accessibile a chiunque nel mondo attraverso il cloud. Reply e Ieo puntano a qualcosa di più granulare: un modello che conosce Ieo, che ragiona come Ieo, che è stato addestrato sulla complessità oncologica specifica di uno degli Irccs più importanti d'Europa.

I due approcci non si escludono. Anzi, probabilmente si integreranno: i grandi modelli fondazionali di frontiera possono diventare la base su cui innestare specializzazioni verticali, come quella che Reply sta costruendo con Ieo. La Reply Model Factory è progettata esattamente per questo tipo di architettura a strati.

Un cambio di paradigma che era nell'aria

Quello che sta emergendo in questi giorni - tra Milano e Rochester, Minnesota - è in realtà la conferma di un cambio di paradigma che era nell'aria da tempo. L'Ia in sanità non si gioca più sul “se”, ma sul “come” e sul “chi controlla i dati”. La questione della proprietà del modello, sollevata esplicitamente nell'accordo Mayo-Microsoft, e quella del controllo sul processo di addestramento, centrale nell'approccio Reply Model Factory, sono due facce dello stesso problema: come si fa a portare l'intelligenza artificiale in un contesto ad alto rischio - la medicina - senza perdere il controllo clinico, etico e legale?

Ieo, con il suo modello di cura fondato sulla centralità del paziente e la strategia data-driven, è in questo senso un partner naturale per un progetto del genere. Non un semplice committente, ma un co-sviluppatore che porta in dote un patrimonio informativo costruito in anni di attività clinica e di ricerca. L'Ia non guarirà il cancro da sola. Ma addestrare un modello che sa leggere un referto di senologia come lo legge un oncologo dell'Ieo è già un passo avanti concreto. Ed è esattamente il tipo di passo che, moltiplicato su scala, può cambiare la medicina.

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