Auto e mobilità aziendale

Il canale aeroportuale spinge il fatturato del noleggio a breve

Nel 2025 il traffico passeggeri negli scali nazionali è salito del 5%, con un impatto diretto sui volumi. Durata media in lieve calo

di Alessandro Palumbo

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Il settore del noleggio a breve termine, secondo i dati di Aniasa, continua a espandersi, archiviando un ulteriore anno record in termini di valore: il giro d’affari supera 1,47 miliardi di euro, con una crescita del 6,4%.

Sul fronte dei volumi, le dinamiche risultano più differenziate. Gli operatori hanno effettuato quasi 4,9 milioni di noleggi (+2,5% rispetto al 2024), mentre i giorni complessivi di noleggio registrano una lieve flessione (-0,7%).

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Il mercato evidenzia quindi un aumento della frequenza di utilizzo, associato però a durate medie più contenute: nel 2025 il noleggio medio si è attestato a 7,8 giorni, rispetto agli 8 giorni del 2024.

La crescita del fatturato è sostenuta anche dalla leva pricing. Il ricavo medio per giorno di noleggio è aumentato del 7,2%, passando da 40,2 a 43,2 euro.

Dal lato dell’offerta, gli operatori hanno mantenuto una flotta media, ossia il numero di veicoli mediamente disponibili presso le stazioni di noleggio nel corso dell’anno, in lieve contrazione (-2,2%). Tale riduzione è stata compensata da un incremento del tasso di utilizzo, salito al 75,8%. Questo indicatore misura la quota di tempo in cui i veicoli disponibili risultano effettivamente noleggiati e quindi produttivi in termini di ricavi.

Particolarmente rilevante il fenomeno del rent to rent, modello attraverso cui gli operatori del breve termine acquisiscono vetture dalle società di noleggio a lungo termine per rilocarle ai clienti finali. Nel 2025 sono stati acquisiti circa 30.750 veicoli, rispetto ai quasi 20.900 dell’anno precedente.

Il canale aeroportuale si conferma il principale driver del comparto, generando il 60% del fatturato complessivo grazie alla forte concentrazione della domanda turistica. Nel 2025 i ricavi aeroportuali sono cresciuti dell’11%, sostenuti principalmente dall’aumento dei flussi inbound: il traffico passeggeri negli aeroporti italiani è infatti salito del 5%, con un impatto diretto sui volumi di noleggio (+5%). La durata media dei contratti si è attestata a 6,5 giorni, in lieve calo rispetto ai 6,6 giorni del 2024, mentre il fatturato medio per noleggio ha raggiunto i 319 euro (+6%).

Il segmento downtown, riferito alle location urbane, ha contribuito per il 40% al fatturato totale, mostrando tuttavia una lieve contrazione nel 2025 (-0,6%), a conferma di una dinamica meno brillante rispetto al canale aeroportuale.

Sul fronte distributivo, i punti di noleggio aeroportuali hanno registrato una crescita marginale (+2%), raggiungendo quota 181 stazioni. Il canale downtown ha invece subito una contrazione più marcata (-11%), scendendo a 669 punti vendita, pur mantenendo una presenza sul territorio nettamente superiore rispetto agli aeroporti, con un rapporto di circa 4 a 1. Il dato riflette lo sforzo strutturale degli operatori nel garantire capillarità del servizio, nonostante un’evidente differenza di produttività: il fatturato medio per stazione raggiunge infatti 5,6 milioni di euro negli aeroporti contro 947 mila euro nel canale downtown. Dal lato della clientela, i clienti diretti, ossia acquisiti senza intermediazione, hanno registrato una crescita del 10% e rappresentano oggi il 34% del fatturato totale. Si tratta di un segmento strategico per gli operatori, grazie a livelli di revenue per day superiori alla media e all’assenza di commissioni verso intermediari.

Rimane comunque significativa la quota di ricavi generata tramite intermediari (31%), fondamentali per intercettare volumi di domanda che difficilmente potrebbero essere acquisiti attraverso i soli canali diretti. Le aziende convenzionate, che utilizzano il noleggio a breve termine per esigenze occasionali dei dipendenti o per assegnazioni plurimensili e annuali, hanno registrato una crescita del 2%.

In flessione, invece, il segmento replacement, legato prevalentemente ai veicoli sostitutivi destinati ai clienti del noleggio a lungo termine, che ha chiuso il 2025 con un calo del 6%. Si conferma il segmento meno remunerativo del mercato, particolarmente penalizzato nelle fasi di ridotta disponibilità di flotte.

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