Cambiamenti climatico

Caldo killer in Europa: triplicati i morti da calore, quasi 500 tra Milano e Roma

Il riscaldamento globale ha causato circa 1.500 morti in più in Europa durante le ondate di calore recenti

Turisti si rinfrescano nelle fontane di Roma, 5 luglio 2025.  ANSA/MASSIMO PERCOSSI

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Il cambiamento climatico ha triplicato i decessi da ondate di calore nelle città europee durante l’ondata della scorsa settimana. È quanto si legge in uno studio rapido guidato da scienziati dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine e riportato da Greenpeace.

Secondo lo studio il cambiamento climatico ha intensificato la recente ondata di calore europea e aumentato il numero previsto di decessi per calore di circa 1.500 in 12 città europee. Concentrandosi su dieci giorni di calore dal 23 giugno al 2 luglio, i ricercatori hanno stimato il bilancio delle vittime utilizzando metodi di peer-review e hanno scoperto che il cambiamento climatico ha triplicato il numero di decessi legati al calore, con l’uso di combustibili fossili che ha aumentato le temperature dell’ondata fino a 4 gradi centigradi in tutte le città.

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«Circa 1.500 dei 2.300 decessi da calore stimati, ovvero il 65%, sono il risultato del cambiamento climatico», si legge nello studio. «Il cambiamento climatico è stato responsabile di 317 decessi in eccesso stimati a Milano, 286 a Barcellona, 235 a Parigi, 171 a Londra, 164 a Roma, 108 a Madrid, 96 ad Atene, 47 a Budapest, 31 a Zagabria, 21 a Francoforte, 21 a Lisbona e 6 a Sassari».

Secondo i ricercatori ciò significa che il probabile bilancio delle vittime del calore guidato dal cambiamento climatico in molte città europee è stato superiore ad altri recenti disastri, tra cui le inondazioni di Valencia del 2024 (224 morti) e le inondazioni del 2021 nel nord-ovest dell’Europa (243 morti). Le persone di 65 anni e oltre hanno rappresentato l’88% dei decessi legati al cambiamento climatico.

«Per mettere fine a questa crisi, i governi devono abbandonare l’utilizzo dei combustibili fossili e imboccare davvero la strada della transizione alle fonti rinnovabili, e le grandi aziende del settore fossile devono iniziare a pagare per i danni che stanno causando con le loro emissioni fuori controllo», afferma Federico Spadini della campagna clima di Greenpeace Italia.

Copernicus, giugno 2025 è il terzo più caldo mai registrato

Giugno 2025 è stato il terzo più caldo a livello globale, dopo i record del 2023 e del 2024. La sua temperatura media si è attestata a 16,46 gradi, vale a dire 0,47 in più rispetto alla media 1991-2020. A rilevarlo è il rapporto mensile di Copernicus. Rispetto al periodo preindustriale, il mese scorso è stato di 1,3 gradi più caldo della media ed è il terzo mese negli ultimi 24 con una temperatura inferiore alla soglia simbolica, prevista dall’Accordo di Parigi, di 1,5 gradi. Guardando al periodo di tra luglio 2024 e giugno 2025, è stato di 1,55 gradi al di sopra del livello preindustriale. In Europa, la temperatura media sulla terraferma è stata di 18,46 gradi, 1,10 al di sopra della media 1991-2020, rendendo il mese il quinto giugno più caldo nella storia. Il Vecchio Continente inoltre è stato colpito da due grandi ondate di calore a metà e fine giugno 2025, soprattutto nell’area occidentale e meridionale. In gran parte della regione si sono registrate temperature simili a 38 gradi corrispondenti a uno “stress termico molto forte”. In alcune parti del Portogallo le temperature percepite hanno raggiunto i 48 gradi. Un’eccezionale ondata di calore marino si è sviluppata poi nel Mediterraneo occidentale, portando alla più alta temperatura giornaliera mai registrata per l’intera regione a giugno (27 gradi, cioè 3,7 sopra la media di qualsiasi mese). In generale, a livello globale, la temperatura del mare ha toccato i 20,72 gradi, il terzo valore più per il mese. Invece, l’estensione del ghiaccio marino artico è stata del 6% inferiore alla media - la seconda più bassa mai vista in 47 anni di rilevazioni -, mentre sull’artico è stata del 9% sotto la media, il terzo valore più basso registrato per il mese.

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