Il boom di Bitcoin non è per tutti
di Tommaso Pellizzari e Massimo Morini
5' di lettura
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È da poco trascorso il nono anniversario della nascita del Bitcoin. Era infatti il 31 ottobre 2008 quando il famoso paper “Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System” venne pubblicato da un autore tuttora sconosciuto sotto lo pseudonimo Satoshi Nakamoto descrivendo le linee guida per la creazione della prima moneta virtuale decentralizzata resa sicura da complessi meccanismi crittografici.
Non è la prima volta che una moneta virtuale viene proposta, ci sono stati esempi precedenti al 2008, ma tutti di durata breve perché caratterizzati da forme di centralizzazione che li hanno resi vulnerabili a censura. Il Bitcoin è invece basato su un approccio diverso, combinando elementi innovativi che lo rendono molto più sicuro dei precedenti sistemi. Uno dei pilastri costitutivi del Bitcoin è la blockchain ossia un database che viene mantenuto da tutti i partecipanti alla rete e che contiene tutte le transazioni effettuate dall’assegnazione della prima moneta. Nuove monete vengono generate automaticamente seguendo un algoritmo predefinito che caratterizza l’evoluzione della base monetaria nel tempo. L’assegnazione di nuove monete agli utenti viene effettuata attraverso un complesso sistema che permette di riconoscere gli utenti che maggiormente concorrono alla sicurezza della rete bitcoin creando un meccanismo incentivante che rende la rete più sicura nel tempo.
La base monetaria del bitcoin cresce in modo deflazionario e si fermerà asintoticamente a 21 milioni di unità approssimativamente nel 2140. Questi parametri impostati dal creatore del protocollo all’origine sono impostati nel software che tutti i partecipanti alla rete manutengono nel tempo.
Il valore del bitcoin è determinato da puri meccanismi di domanda e offerta. Non essendoci un’autorità centrale che può modificarne l’emissione, l’offerta è predefinita. La domanda dipende invece dal numero di utenti che vuole accedere attivamente alla rete (potendo interagire con la blockchain). Ma quali sono i motivi che possono concorrere al desiderio di partecipare al tale network? I primi utenti sono stati spinti probabilmente dall’eleganza della tecnologia sottostante e da alcune caratteristiche che rendono unico il bitcoin: le transazioni sulla blockchain sono immutabili e irreversibili e non è possibile per un utente sovvertire l’ordine delle operazioni. Per poter sovvertire un’operazione qualunque sarebbe necessario possedere una potenza di calcolo paragonabile alla somma della potenza di calcolo di tutti i partecipanti alla rete. Allo stato attuale il network dei bitcoin ha una potenza di calcolo superiore alla somma dei primi 500 supercomputer operanti a livello globale e pertanto sarebbe molto complesso sferrare un attacco alla rete anche da parte di uno stato sovrano.
Oltre alle caratteristiche di irreversibilità la rete Bitcoin ha il vantaggio di possedere un elevato livello di accessibilità. È sufficiente avere una connessione internet per poter effettuare un’operazione in bitcoin da qualunque geografia ed in qualunque momento. Pertanto, con gli opportuni accorgimenti i bitcoin diventano difficilmente se non completamente liberi da censura.


