Il bagno del futuro disegnato con forme sinuose e colori tenui
Da spazio di servizio a concept del benessere e della cura di sé, la stanza diventa anche area di sperimentazione tecnologica e di innovazione
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Qualità, ricerca estetica e innovazione tecnologica hanno finora premiato i produttori italiani dell’arredobagno che si presentano all’appuntamento con la Design Week milanese forti di un 2025 ancora in crescita, ma consapevoli dell’instabilità geopolitica che invita alla cautela.
«Nel 2025 il sistema arredobagno ha registrato un fatturato alla produzione di 4,3 miliardi di euro, in crescita dell’1,5% sul 2024 - racconta Elia Vismara, presidente di Assobagno -. L’andamento positivo è sostenuto principalmente dal mercato interno, che - come attesta il Centro Studi FederlegnoArredo - cresce del 2,2%, mentre le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili, sfiorando 1,7 miliardi di euro». L’Europa si conferma il grande bacino di riferimento, guidata da Germania e Francia con circa 250 milioni di fatturato di esportazione. «Il contract è un segmento che sta acquisendo importanza - continua Vismara - e il bagno sta diventando una zona aspirazionale dove le aziende possono sperimentare e offrire soluzioni di alta gamma. Il benessere non risiede soltanto nella complessità tecnologica del prodotto, ma anche nella percezione di vivere uno spazio progettato su misura».
Concorda Giulio Cappellini, dal 2004 art director di Flaminia, eccellenza del design ceramico italiano che nel 2025 ha fatturato 25 milioni. «Negli ultimi decenni - spiega - c’è stata una svolta epocale dell’ambiente bagno, che da locale di servizio è diventata la stanza del benessere. C’è una maggiore attenzione agli arredi, ai rivestimenti, ai sanitari, magari colorati per dare un tono diverso al bagno». Da sempre attento osservatore delle tendenze, Cappellini vede per il bagno, ma in generale per le nostre case, un’esigenza di forme più morbide e arrotondate e soprattutto di colori e texture meno nitidi rispetto al passato. «Visto quello che sta accadendo nel mondo vogliamo ambienti più soft, una palette di colori più smorzata, che si rifà alla natura, alla terra». In questa direzione va la nuova collezione di lavabi Hasu progettata da Giulio Iacchetti per Flaminia. «Sono lavabi tondi, ovoidali, sia da appoggio sia freestanding, che riflettono nelle forme e nei colori questa tendenza e hanno anche la scala giusta per i bagni che oggi hanno dimensioni inferiori rispetto al passato».
L’innovazione guida le scelte strategiche di Antonio Lupi, l’azienda toscana che nel 2025 ha superato i 44 milioni di fatturato con una crescita del 7 % sull’anno precedente. «Le direttrici strategiche restano chiare: investire in ricerca e sperimentazione, sviluppare collaborazioni, esplorare ambiti progettuali inediti e rafforzare il presidio tecnologico» - afferma Andrea Lupi, ceo dell’azienda che dalla scorsa estate è entrata a far parte del gruppo Laufen. «In contesti internazionali complessi - prosegue - è fondamentale continuare a investire senza rallentare il percorso intrapreso». Un approccio che trova riscontro nella partecipazione al Salone Internazionale del Bagno con uno stand ricco di nuovi prodotti, da Carsico, il lavabo-scultura in marmo di Paolo Ulian, alla vasca Slide di Carlo Colombo. A questi e ad altri progetti, si affianca l’evoluzione di Lineadacqua, lavabo con erogazione integrata nella parete di Giorgio Rava con tecnologia Sensor, un aggiornamento tecnologico che elimina ogni elemento visibile di comando.
Non punta su lanci isolati, ma su evoluzioni che nascono da relazioni e visioni condivise nel tempo, Agape. «Durante la Design Week - racconta il ceo Emanuele Benedini - nello showroom di via Statuto presenteremo un progetto (una vasca e un lavabo ndr) sviluppato con David Chipperfield, figura che abbiamo seguito e apprezzato per la qualità del suo lavoro. Da un primo incontro è nato un dialogo che si è sviluppato nel tempo e che oggi si traduce in un progetto condiviso, sviluppato anche grazie al rapporto con il nostro partner Cesare Roversi». «Per noi - continua Benedini - la differenza la fanno i partner: è fondamentale lavorare con interlocutori qualificati, che conoscano bene la nostra gamma e sappiano rappresentarla con competenza all’interno di interventi completi». Per Agape, che tra i mercati più solidi ha Stati Uniti e Australia, la crescita oggi arriva soprattutto dal residenziale e dall’hôtellerie, con segnali positivi in Italia, Spagna e nel Sud della Francia e un primo riscontro degli investimenti nei Paesi scandinavi.
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