Il 5x1000 alla Lega del Filo d’Oro: una firma che diventa #unaiutoprezioso
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A vent’anni dalla sua introduzione, il 5x1000 è ancora uno strumento con un grande potenziale inespresso rispetto al contributo che potrebbe esprimere sul nostro sistema di welfare. Il 5 per mille è la quota di Irpef che, secondo principi di sussidiarietà fiscale, è possibile destinare agli enti che svolgono attività socialmente rilevanti iscritti nell’elenco dei beneficiari tenuto dall’Agenzia delle Entrate e alle iniziative sociali del comune di residenza. Un modo di “fare del bene gratuitamente” scegliendo tra oltre 80.000 possibili destinatari: Enti del Terzo Settore, Università, centri di ricerca, associazioni sportive dilettantistiche, gestori di aree protette ed altri enti di tutela e valorizzazione di beni culturali e paesaggistici.
Eppure, secondo l’indagine “Agevolazioni fiscali e solidarietà”, condotta dalla Lega del Filo d’Oro in collaborazione con l’editore Citynews e l’ente di ricerca 2BResearch, il 70% del campione di duemila persone ha firmato almeno una volta per il 5x1000 ma molti faticano ad orientarsi e si dichiarano confusi sulle procedure.
Il 76% infatti dichiara di conoscere lo strumento ma solo il 45% lo utilizza regolarmente. Sono soprattutto contribuenti over 65 (60%) e i residenti nel Nord Italia, tuttavia sta crescendo la sensibilità sul tema tra i segmenti più giovani della popolazione. Tra chi non devolve il 5x1000, il 16% ha dichiarato di non conoscere bene alcun Ente, il 15% del campione afferma di non sapere come o dove firmare; il 14% dimentica di dirlo al proprio commercialista e una quota simile di persone ha dichiarato di non fidarsi abbastanza di nessuno dei destinatari.
Dai dati dell’Agenzia delle Entrate nel 2023, inoltre, quasi il 41% di chi ha compilato una dichiarazione dei redditi ha scelto di devolvere il 5x1000, 17 milioni di contribuenti su un totale di 42 milioni per un ammontare di oltre 500 milioni di euro destinati.
Se il 5x1000 è un gesto semplice, gratuito e importantissimo, i dati evidenziano quanto ci sia ancora da fare per costruire consapevolezza su uno strumento fiscale gratuito e di grande impatto.
In questo scenario, la Lega del Filo d’Oro, punto di riferimento per le persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale, lancia la campagna #unaiutoprezioso invitando a devolvere il 5x1000 alla Fondazione. In Italia sono oltre 360mila le persone che vivono immerse in un mondo fatto di buio e silenzio: una condizione che, senza adeguati supporti, può trasformarsi in isolamento assoluto.
Attraverso i proventi del 5x1000, la Lega del Filo d’Oro, oggi presente in 11 regioni italiane, riesce a dare continuità ai percorsi educativo-riabilitativi personalizzati creati al Centro Nazionale di Osimo (AN), a garantire una rete di servizi destinati a migliorare la qualità della vita di chi non vede e non sente e delle loro famiglie, stringere collaborazioni nell’ambito della ricerca, continuare a espandere la crescente capillarità della presenza della Fondazione sul territorio. Dopo l’inaugurazione nel 2024 della nuova sede a San Benedetto del Marsi (AQ), sono in cantiere progetti in Calabria, Sardegna e un Centro Residenziale sul territorio nazionale.
È anche grazie a questo fondamentale supporto se negli ultimi anni la Lega del Filo d’Oro ha potuto conseguire risultati importanti seguendo ogni anno oltre 1.250 utenti in tutta Italia, offrendo interventi diagnostici, educativo-riabilitativi e socio-educativi per migliorare la quotidianità di chi non vede e non sente attraverso soluzioni in ambiti come la comunicazione e le tecnologie assistive.
Devolvere il 5x1000 è facile: basta inserire il codice fiscale 80003150424 nel riquadro “Sostegno degli Enti del Terzo Settore …” presente nel Modello 730, nel Modello Redditi o nella Certificazione Unica e la propria firma. Non costa nulla, non è alternativo all’8 per mille né al 2 per mille e può davvero cambiare la vita delle persone sordocieche. Sul sito 5x1000.legadelfilodoro.it è scaricabile una guida dedicata con informazioni utili e approfondimenti.


