Games

Il 2024 inizia malissimo per l’industria del gaming. Tagli già a quota 6mila. Cosa sta accadendo?

A tre mesi dal via libera all’acquisizione di Activision-Blizzard, Microsoft taglia l’8% della forza lavoro nel suo settore. Si sta ripensando il modo di produrre e distribuire il videogioco.

di Luca Tremolada

(ltyuan - stock.adobe.com)

3' di lettura

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Con i 1.900 dipendenti di Microsoft senza lavoro, il totale dei licenziamenti nel mercato dei videogiochi nel 2024 sale a quasi 6.000 secondo quanto riportata dalla rivista specializzata Polygon. L’anno scorso, più di 10.000 persone sono state licenziate e il 2024 quasi certamente batterò questo record. sulla buona strada per superare quel totale. Questa settimana, Riot Games ha annunciato che licenzierà 530 persone , ovvero l’11% del suo personale. Questi tagli sono stati preceduti da licenziamenti su larga scala presso Unity e Twitch . Anche aziende come Thunderful Games, People Can Fly, Lost Boys Interactive e Behavior Interactive hanno visto tagli a gennaio. E poi è arrivata la notizia di ieri. Dopo tre mesi dal sì ufficiale alla fusione Microsoft- Activision Bilzzard preceduti da una battaglia lunghissima di 21 mesi con gli organi Antitrust internazionali, è arrivata la conferma che Redmond starebbe licenziando 1.900 lavoratori – ovvero circa l’8% dei 22.000 dipendenti di Microsoft Gaming – dalla sua divisione giochi. La maggior parte dei licenziamenti avviene in Activision Blizzard, secondo la rivista tech Usa The Verge , anche se i tagli avranno un impatto anche sui dipendenti di Xbox e ZeniMax.

La lettera di Phil Spencer

Il CEO di Microsoft Gaming Phil Spencer ha inviato una nota allo staff giovedì mattina per annunciare i tagli nella quale sostanzialmente si dispiace per una scelta che evidentemente era ampiamente prevista: «Le persone direttamente interessate da queste riduzioni hanno tutte giocato un ruolo importante nel successo di Activision Blizzard, ZeniMax e dei team Xbox, e dovrebbero essere orgogliosi di tutto ciò che hanno realizzato qui. Siamo grati per tutta la creatività, passione e dedizione che hanno portato ai nostri giochi, ai nostri giocatori e ai nostri colleghi. Forniremo il nostro pieno sostegno a coloro che subiranno le conseguenze della transizione, comprese le indennità di fine rapporto previste dalle leggi locali sul lavoro. Coloro i cui ruoli saranno interessati verranno informati e vi chiediamo di trattare i vostri colleghi in partenza con il rispetto e la compassione coerenti con i nostri valori. Guardando al futuro, continueremo a investire in aree che faranno crescere la nostra attività e supporteranno la nostra strategia di portare più giochi a più giocatori in tutto il mondo. Anche se questo è un momento difficile per il nostro team, ho più fiducia che mai nella vostra capacità di creare e coltivare giochi, storie e mondi che uniscono i giocatori».

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Perché i licenziamenti?

Per rispondere occorrerà capire chi se ne andrà e quali progetti saranno cancellati. Oltre ai licenziamenti, il presidente di Blizzard Mike Ybarra ha deciso di lasciare l’azienda. «Come molti di voi sanno, Mike ha trascorso più di 20 anni in Microsoft. Ora che ha portato a termine l’acquisizione come presidente di Blizzard, ha deciso di lasciare l’azienda», ha scritto il presidente degli studi e dei contenuti di gioco di Microsoft, Matt Booty, in una nota interna. In tempi non sospetti qualcuno aveva predetto i licenziamenti di Xbox già nel 2022, in tempi non sospetti, come conseguenza dell’acquisizione di Activision Blizzard King. Come dire un ridimensionamento ero in qualche modo previsto e figlio della fusione. Ricordiamo che l’ex discusso Ceo di Activision Blizzard Bobby Kotick si era dimesso alla fine di dicembre , senza che Microsoft avess nominato un sostituto diretto. Invece, una serie di dirigenti di Activision Blizzard ora fanno capo a Matt Booty.

RIprendono i licenziamenti nel Big tech.

Il produttore di software pubblicherà la prossima settimana i suoi utili fiscali del secondo trimestre del 2024, che, per la prima volta, includeranno i risultati dell’impatto dell’acquisizione di Activision Blizzard. Ma da inizio anno sono ripresi i licenziamenti in tutto il Big Tech Usa. Settimana scorsa il Ceo di Google Sundar Pichai ha comunicato ai dipendenti che i tagli continueranno anche nel 2024. Secondo un sito web che monitora le perdite di posti di lavoro nel settore tecnologico, layoffs.fyi, il settore tech a livello globale ha effettuato 9.533 esuberi. Nello stesso periodo dell’anno scorso, le aziende tecnologiche avevano licenziato molti più lavoratori, circa 38.000 dipendenti. Quindi il fenomeno appare più contenuto. A livello globale.

L’Ai e il consolidamento di questo mercato.

Se invece guardiamo a questo mercato che ha vissuto un vero e proprio boom negli anni del Covid ci rendiamo conto che qualcosa non è più sostenibile. Nonostante il successo del videogioco come forma di intrattenimento sono i costi di alcuni mercati come quello delle console che sembrano fuori controllo. L’impressione è che la crisi dei titoli tripla A (quelli più narrativi con budget di centinaia di milioni di dollari) e il consolidamento del settore con le acquisizioni di studios che sono iniziate dal 2022 abbiamo portato a un ripensamento del modo di produrre e distribuire il videogioco. L’impressione è che questa industria culturale era da tempo in procinto di cambiare e abbia scelto il 2024 per mettere a terra un nuovo modo di “generare” videogiochi.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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