Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Laura Cavestri
3' di lettura
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Igd - player dell’immobiliare retail quotato sul segmento Euronext Star Milano - ha messo a segno, nei primi tre mesi, un reddito netto da locazione (net rental income freehold) pari a 25,2 milioni di euro, in incremento del +2,4% a perimetro omogeneo, mentre a livello consolidato l’incremento è pari a 0,3 milioni di euro.
L’Ebitda della gestione caratteristica si attesta a 24,3 milioni di euro, sostanzialmente in linea, a perimetro omogeneo, con il primo trimestre dello scorso anno. Il risultato della gestione finanziaria complessiva è pari a -12,5 milioni di euro, in miglioramento di 5,3 milioni rispetto al primo trimestre 2025 (29,8 per cento). Al netto degli oneri contabilizzati (ai sensi dell’Ifrs 16 e delle componenti non ricorrenti legate alle operazioni di rifinanziamento) il risultato è pari a -10,5 milioni di euro, con un miglioramento di 1,6 milioni di euro rispetto al corrispondente periodo del 2025 (13,2 per cento).
Il Gruppo chiude, quindi, il trimestre con un utile netto pari a 5,7 milioni di euro, in crescita di 4,1 milioni di euro rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. L’utile netto ricorrente è pari a 11,7 milioni di euro, in crescita del 14,7% rispetto al primo trimestre 2025, principalmente per effetto della riduzione degli oneri finanziari ricorrenti.
Infine, è confermata la guidance - annunciata al mercato lo scorso 26 febbraio - che prevede un utile netto ricorrente a fine 2026 pari ad almeno 45 milioni di euro.
«Siamo soddisfatti dei risultati del primo trimestre, che confermano sia la solidità del nostro business sia la capacità del Gruppo di generare valore - ha detto Roberto Zoia, amministratore delegato di Igd -. Il costante processo di dismissioni di asset in Romania evidenzia, ancora una volta, l’efficacia del percorso delineato nel Piano Industriale, mentre l’operazione di rifinanziamento conclusa a febbraio ha ulteriormente ottimizzato la struttura finanziaria del Gruppo, riducendone il costo e allungando la durata media del debito. Restiamo fiduciosi circa le prospettive di Igd per il prosieguo dell’anno; tuttavia, in uno scenario macroeconomico e geopolitico ancora incerto, continuiamo a mantenere un approccio prudente, come riflesso anche nella conferma dell’outlook per il 2026 comunicato al mercato lo scorso febbraio».
L’operazione di rifinanziamento di tipo secured da 165 milioni di euro conclusa lo scorso 25 febbraio ha inciso positivamente sulla struttura finanziaria del Gruppo, poiché ha consentito, lo scorso 5 marzo, il rimborso integrale del finanziamento green ipotecario stipulato in data 9 maggio 2023, che presentava un costo superiore rispetto al nuovo finanziamento. Grazie a questa operazione, pertanto, il tasso medio ponderato del debito al 31 marzo 2026 risulta pari a 4,8%, in calo rispetto 5,1% registrato a fine 2025. Il rifinanziamento ha inoltre consentito alla Società di estendere ulteriormente la durata media del debito ora pari a 5,3 anni (4,75 anni al 31 dicembre 2025).
Per quanto riguarda gli altri indicatori finanziari, al 31 marzo 2026 il rapporto loan to value è risultato pari al 43,3%, in calo (-20 bps) rispetto al dato registrato a fine 2025, mentre il rapporto net debt/Ebitda si è mantenuto stabile a 8,0x; in incremento il tasso di copertura degli oneri finanziari che per il primo trimestre 2026 è stato pari a 2,3X (2,0X il tasso a fine dicembre 2025).
L’assemblea degli azionisti del 16 aprile 2026, ha approvato la distribuzione di un dividendo unitario per azione relativo all’esercizio 2025 pari a euro 0,15, per un ammontare totale pari a euro 16,5 milioni.
Solo due settimane fa, Igd ha sottoscritto un contratto con Dolphin Invest, società romena specializzata nello sviluppo di progetti immobiliari retail, per la cessione di due asset situati a Ploiesti, città di circa 180mila abitanti che si trova a circa 60 km a nord di Bucarest per un controvalore complessivo della cessione pari a circa 10,1 milioni di euro, in linea con il book value degli asset. L’operazione prosegue il percorso di dismissione del portafoglio rumeno iniziato nel 2025 che ha già portato a 8 gli immobili venduti su 15 totali.
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