Ucraina

L’Ucraina riattiva i flussi di petrolio verso Ungheria e Slovacchia. E propone di chiamare Donnyland il Donbass conteso per compiacere Trump

La proposta, secondo il Nyt, riflette una realtà globale in cui i governi fanno leva sulla vanità di Trump per ottenere il sostegno della potenza americana

Un vigile del fuoco interviene dopo i raid russi a Sumy in Ucraina via REUTERS

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Offensiva diplomatica ucraina su due fronti, nell’ambito dell’ampio confronto con la Russia. Da un lato annuncia la ripresa delle forniture di petrolio russo all’Ungheria, dall’altro annuncia la proposta di chiamare “Donnyland” in onore del presidente Usa Donald Trump la porzione di Donbass contesa con Mosca.

Andiamo con ordine. L’Ucraina ha comunicato al gruppo petrolifero ungherese Mol che le consegne di petrolio greggio russo riprenderanno oggi attraverso l’oleodotto Druzhba verso Ungheria e Slovacchia, consentendo potenzialmente a Budapest di sbloccare un prestito di 90 miliardi di euro (105,79 miliardi di dollari) destinato a Kiev. L’oleodotto è diventato una delle infrastrutture più controverse d’Europa da quando un attacco di droni russi ha danneggiato la condotta nell’Ucraina occidentale, interrompendo le forniture di petrolio russo a Ungheria e Slovacchia.

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L’altro fronte riguarda i colloqui di pace in Ucraina degli ultimi mesi, con i funzionari di Kiev che hanno suggerito che la porzione della regione del Donbass, ancora contesa dalla Russia, potrebbe essere chiamata “Donnyland”, in onore di Trump. Lo scrive il New York Times, citando quattro persone a conoscenza dei negoziati. La proposta, secondo il Nyt, riflette una realtà globale in cui i governi fanno leva sulla vanità di Trump per ottenere il sostegno della potenza americana. Il termine continua a essere utilizzato nei colloqui, sebbene non risulti essere stato inserito in alcun documento ufficiale. “Donnyland” è stato uno dei modi in cui gli ucraini hanno cercato di ottenere il sostegno di Trump.

Ucraina, 1.510° giorno di guerra

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Da quando il presidente ha incontrato Putin in Alaska lo scorso agosto, l’amministrazione ha lasciato intendere di poter appoggiare un accordo di pace in cui l’Ucraina si ritirasse al confine amministrativo della regione di Donetsk. L’Ucraina insiste di poter difendere quest’area e di non volerla cedere. Tuttavia, a dicembre, Zelensky ha manifestato disponibilità a un compromesso che preveda la creazione di una zona demilitarizzata o di una zona economica speciale non sotto il pieno controllo di nessuna delle due parti in conflitto.

Il Cremlino ha affermato che la Russia potrebbe essere disposta a creare una zona demilitarizzata se fosse consentito alla polizia o alla Guardia Nazionale russa di pattugliarla, misura però inaccettabile per Kiev. I negoziatori ucraini hanno iniziato a chiamare la zona proposta “Donnyland”, un’area che non sarebbe completamente controllata da nessuna delle due parti e che è stata presentata come un successo per il signor Trump. Un negoziatore ucraino avrebbe persino creato una bandiera per Donnyland - verde e oro - e un inno nazionale, utilizzando ChatGPT, ha affermato la persona a conoscenza delle strategie negoziali ucraine. Non è chiaro se la parte statunitense li abbia mai visti.

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