Ico per 1,3 miliardi $ nel 2017: ecco come si finanziano le startup in criptovalute
di Pierangelo Soldavini
3' di lettura
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Una delle ultime offerte non è andata come doveva: un paio di giorni fa l’Ico di Coindash è stata bloccata dopo che in tre minuti gli hacker si sono intascati sette milioni di dollari investiti nella nuova valuta. Ma nelle ultime settimane due startup, Tezos e Eos.Io, hanno raccolto più di 200 milioni di dollari ciascuna mediante “Initial coin offering”.
Con questo nome si identifica quella che, sull’onda del successo delle criptovalute, si sta affermando come la nuova forma per raccogliere fondi in maniera rapida e senza troppi formalismi per le giovani società attive nel mondo delle criptovalute. I numeri parlano chiaro: nel 2017, fino a metà luglio, sono stati raccolti 1,27 miliardi di dollari, superando di gran lunga gli investimenti del venture capital in blockchain e bitcoin. Di questa massa, la metà è stata raccolta solo negli ultimi trenta giorni, stando ai numeri presentati da Autonomous in un rapporto dedicato all’argomento (#TokenMania). L’anno scorso il totale delle Ico si era fermato a 222 milioni di dollari.
Evidentemente la corsa al bitcoin e alle criptovalute ha avuto effetto dal momento che le Ico remunerano gli investitori anche sulla rivalutazione della criptovaluta scelta. Ma allo stesso tempo hanno contribuito ad alimentare la domanda di bitcoin ed ether, le due monete più utilizzate in queste operazioni. Il rischio, ventilato anche dal rapporto, è che l’assenza di regole per le Ico favorisca eccessi ai limiti della truffa e comunque sia soggetto al rischio-bolla.
Come funziona una Ico
A differenza della cessione di azioni come nei tradizionali round di investimento del venture capital e nelle Ipo azionario, nelle Ico la società, attiva nell’ambito della blockchain o delle criptovalute, emette e vende una moneta o un token digitale “che sia scarso e validato attraverso tecniche crittografiche avanzate”, che non conferisce alcuna azione o diritto di voto.
Per l’acquisto vengono usate le criptovalute tradizionali, in particolare la piattaforma di Ethereum è la più utilizzata per l’emissione di token collegati a smart contract. Di solito l’operazione - spesso effettuata tramite fondazioni terze, contribuendo ad aumentarne l’opacità - si chiude nell’arco di trenta minuti.





