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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Dalla prossima settimana, e in particolare dal 7 settembre 2026, dovrebbe terminare la possibilità per i Paesi europei di sospendere temporaneamente alcune procedure dell’Entry/Exit System (EES) in caso di code eccessive. Una flessibilità introdotta nei mesi estivi proprio per contenere i tempi di attesa davanti ai controlli di frontiera e che ora rischia di venire meno in un momento in cui il sistema non ha ancora raggiunto una piena stabilità operativa.
L’EES è il nuovo sistema europeo di controllo alle frontiere che riguarda i cittadini di Paesi terzi in ingresso e in uscita dallo spazio Schengen. Al posto del tradizionale timbro sul passaporto, il sistema registra i dati del viaggiatore e, progressivamente, anche i suoi dati biometrici, tra cui immagine facciale e impronte digitali.
La maggiore complessità delle procedure ha però prodotto, soprattutto nei mesi di maggiore traffico, un effetto immediato sugli aeroporti: tempi più lunghi ai controlli di frontiera e aumento del rischio di perdere le coincidenze.
Il tema è stato rilanciato dalla Iata nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. Secondo l’associazione internazionale del trasporto aereo, durante l’estate «il numero delle coincidenze perse è raddoppiato», mentre «alcune compagnie hanno registrato aumenti fino a sei volte».
Numeri che riportano al centro del dibattito il nodo della capacità dei controlli di frontiera. La domanda ora è cosa potrà accadere dopo il 7 settembre, quando verrà meno la possibilità di ricorrere alle deroghe, anche se nel frattempo il picco della stagione estiva si è attenuato.