I tessuti sostenibili sull’altare: dagli scarti del cotone i nuovi paramenti sacri
Con il cupro, fibra derivata dagli scarti della lavorazione del cotone, nasce una collezione di abbigliamento ecclesiastico, omaggio alla sostenibilità promossa da papa Francesco con l’enciclica “Laudato Sì” di dieci anni fa
3' di lettura
3' di lettura
Anche in una vetrina che si affaccia su Largo Brancaccio, a pochi passi dalla basilica romana di Santa Maria Maggiore dove i pellegrini si affollano per rendere omaggio alla tomba di papa Francesco, si trova una traccia del pontefice: la casula in tessuto rosso, ricamata con il motivo della conchiglia di San Giacomo, emblema dei pellegrini, la stessa con cui il 26 dicembre scorso aveva varcato la Porta Santa del carcere di Rebibbia. Tuttavia non è un cimelio, anzi: si tratta di una creazione che porta con sé una profonda carica di innovazione, dal momento che fa parte di una “capsule” in cupro Bemberg che le suore Pie Discepole del Divin Maestro, la cui missione è condurre alla preghiera tramite la bellezza degli elementi liturgici - dall’architettura delle chiese all’estetica dei paramenti -, hanno messo a punto insieme al gigante tessile giapponese Asahi Kasei.
Il gruppo possiede dal 1931 il brevetto per la produzione di questa fibra sostenibile, naturale, biodegradabile e circolare, poiché derivata dalla lavorazione a ciclo chiuso dell’olio di semi di cotone. Il tessuto è stato prodotto invece dall’italiana Brunello, azienda fondata nell’omonimo paese della provincia di Varese nel 1927 e oggi la tessitura di trasformazione delle fibre cellulosiche più grande d’Europa, con 300 telai e vendite in tutto il mondo.
«Conduciamo molte ricerche sugli elementi liturgici, e volevamo creare qualcosa che esprimesse la chiamata alla tutela del pianeta lanciata da papa Francesco con l’enciclica “Laudato Si’” nel 2015», spiega suor Mariella Mascitelli. Architetta, fra i suoi progetti più recenti c’è la chiesa degli Angeli Custodi di Francavilla a Mare, firmato insieme alla consorella suor Josefina Saladdino, ingegnera. La casa della loro congregrazione, sulla via Portuense, ospita laboratori, studi e atelier ricchi di tecnica e artigianalità, dove si realizza appunto ciò che serve a guidare l’elevazione al divino tramite la bellezza e che viene proposto anche nei negozi del Centro Apostolato Liturgico in Italia.
È nella loro casa che le suore hanno avuto l’idea di andare a visitare Milano Unica, la più grande fiera del tessile, per cercare un tessuto sostenibile. Preparandosi, si sono poi presentate allo stand di Brunello, dove sono state accolte, con una certa curiosità, ascoltate e infine soddisfatte nei loro obiettivi. «II cupro è perfetto, perché racconta una storia di circolarità - dice ancora suor Mascitelli -. È peraltro una fibra molto leggera e traspirante, spesso i paramenti sono realizzati in poliestere, che soprattutto in estate è molto problematico da indossare». Le casule sono state realizzate in diverse varianti, in tinta unita con un motivo disegnato da una consorella, che Brunello ha realizzato, oppure in un mix di cupro e seta con ricamata la conchiglia dei pellegrini.
I sacerdoti le hanno accolte con grande interesse e favore - alla presentazione delle casule è intervenuto anche il Maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie, monsignor Diego Giovanni Ravelli, che si occupa appunto anche della cura dei paramenti dei papi - e si pensa già a un’estensione della collezione ad altri elementi come stole, dalmatiche e piviali. Entusiasti anche i dirigenti di Brunello: «Si è aperto un canale del tutto nuovo e molto interessante per noi - spiegano - anche questo d’altra parte è abbigliamento, e in un certo senso anche moda».








%20-%20Copia-U34435025810ico-600x313@IlSole24Ore-Web.jpg)


