Germania, partiti moderati assediati dall’estremismo di destra e sinistra
Tra crescita asfittica e tensioni geopolitiche, i gruppi tradizionali registrano una lieve erosione dei consensi. Cresce l’estrema destra
dal nostro corrispondente Isabella Bufacchi
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FRANCOFORTE - I cittadini tedeschi aventi diritto al voto per le elezioni europee quest’anno saranno circa 65 milioni e non 61 perché per la prima volta potranno votare sedicenni e diciassettenni. Ma tutti, giovani e meno giovani, arriveranno alle urne disorientati, preoccupati per il futuro dei valori democratici, per il cambiamento climatico e anche per la perdita di potere d’acquisto e per i risparmi da proteggere. Nell’indicare i 96 eurodeputati della Germania nel Parlamento europeo, diversamente dalla chiamata alle urne europee del 2014 e del 2019, il voto del 9 giugno rifletterà le tensioni geopolitiche, le minacce alla democrazia crescenti in casa, il perdurante affanno dello sviluppo economico, la perdita di reddito delle classi meno agiate causata del triplo shock pandemico, inflazionistico ed energetico.
Pacifismo addio
Il fatto che mai come ora dalla seconda guerra mondiale vi siano stati così tanti (se ne contano 60) conflitti nel mondo, con la guerra russa in Ucraina e la guerra tra Hamas e Israele ai confini con l’Europa, scuote nel profondo l’anima pacifista dei tedeschi, che si stanno lentamente rassegnando all’idea che la Germania dovrò rafforzare e ingrandire l’esercito, che occorrerà più spesa pubblica nel riarmo e nel militare, che solo un’Europa più unita potrà seriamente difendersi dallo strapotere dei governi autoritari.
E mai come ora, dal dopoguerra, i cittadini tedeschi sentono di dover proteggere i valori democratici nella stessa Germania, per via dell’ascesa negli ultimi anni del partito di estrema destra AfD (Alternative für Deutschland) che dalla roccaforte dei Länder ex-DDR si sta espandendo su scala federale. Anche se una serie recente di episodi “oltre i limiti”, e un crescendo di gaffes a livello nazionale e internazionale potrebbero ridimensionare la presa sull’elettorato di estrema destra di AfD, proprio a una manciata di giorni dalle elezioni europee.
Gli elettori tedeschi, come del resto tutti gli europei, devono giornalmente confrontarsi con le grandi sfide dei nostri tempi, dalla transizione verde alla trasformazione digitale, dai disastri del cambiamento climatico alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Ma intanto il Pil della Germania ha smesso di crescere: dopo aver registrato -0,2% nel 2023, quest’anno la crescita economica è prevista attorno a un magro +0,2% o +0,3%. Fors’anche nel 2025 il Pil, che continua ad essere alimentato dalle esportazioni, non riuscirà ad arrivare all’1%: l’export stenta a tornare agli ordini con la Cina di un tempo, mentre la crescita reale dei salari in via cumulativa non è cresciuta per gli ultimi cinque anni e i lavoratori hanno perso reddito, sono più poveri. Il potere di acquisto pre-Covid arriverà nel 2025.
Prova generale delle elezioni federali
Anche in Germania le elezioni europee saranno un importante test per tutti i partiti: la prova generale per le elezioni federali che si terranno l’anno prossimo. Lo scenario è complicato: tutti i grandi partiti tedeschi arrivano all’appuntamento elettorale europeo piuttosto malconci.



