Familyandtrend

I taxi, il Principe Alberto e il futuro dell’Europa

di Bernardo Bertoldi

TAXI STAZIONE ROMA TERMINI

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Di questi tempi, la geopolitica con i dazi che si porta dietro è certamente una delle prime preoccupazioni per gli imprenditori, sarà però la mancanza di cultura dell’innovazione e della sperimentazione che nel lungo periodo farà più danni all’Europa e al suo sistema industriale. In questo ambito gli imprenditori e le loro associazioni potrebbero con più autorevolezza e incisività spingere per un cambiamento.

Il detto “America innovates, China imitates, Europe regulates” non solo è vero ma è disastroso per un futuro che volesse l’Europa all’avanguardia nell’innovazione come lo è stata da inizio 800 sino alla Seconda guerra mondiale. Allora gli scienziati migliori scapparono dalle persecuzioni e dalla guerra, ora molti delle nostre menti più sagaci e ambiziose emigrano scappando da un clima di rassegnata protezione ad oltranza attraverso regolamentazione. Le proposte di Mario Draghi (a competitiveness strategy for Europe) e di Enrico Letta (Much more than a market) sono state sostanzialmente inascoltate.

Loading...

familyandtrends pensa ci possa essere qualcos’altro che faccia capire ai cittadini europei la drammaticità della situazione in cui ci troviamo: i taxi. Agli europei che viaggiano sarà capitato o capiterà di prendere un taxi a guida autonoma sia negli Stati Uniti, e.g. un quarto delle corse a San Francisco usano la tecnologia, sia in Cina, e.g. a Shanghai ci sono più di 100 robotaxi, a Wihan più di 2.000. Il taxi è un mezzo potente per far riflettere i cittadini per due motivi.

Il primo. Il taxi è un mezzo usato da molti, anche saltuariamente, ed è il modo più diretto per capire la cultura di un paese. A New York si alza la mano e un taxi si ferma, di solito c’è un guidatore che fa questo lavoro temporaneamente ma è confidente di migliorare con l’impegno il suo stile di vita. A Londra si alza la mano, un taxi si ferma, il conducente conosce a memoria tutte le vie e i principali punti di interesse della città; per punti di interesse non si intende solo ministeri, ambasciate, grandi magazzini: sa anche portarvi dove ha vissuto Mazzini nell’800. Per prendere la licenza è necessario sapere a memoria tutti questi indirizzi, tanto che la prof.ssa Maguire ha studiato quanto cresce la dimensione del cervello prima e dopo l’esame. A Parigi si alza la mano e spesso si deve finire per andare ad una stazione dove si trovano i taxi fermi. A Roma… .

E’ anche interessante notare che a Londra e Parigi le licenze con poche eccezioni non sono trasferibili. In tutta Europa, le proteste dei tassisti per difendere lo status quo sono tra le più efficienti e, in alcuni casi, fantasiose: basti ricordare i tassisti milanesi che la notte suonavano sotto casa del prof. Giavazzi reo di aver proposto una maggior liberalizzazione del settore.

Il secondo. I taxi, oltre a rappresentare la cultura di un paese, non sono importabili come i cellulari, i social media, le piattaforme quali Netflix o Amazon, i semiconduttori o l’intelligenza artificiale. Sino ad oggi il cittadino europeo, per molti prodotti e servizi che gli hanno migliorato la vita, ha potuto godersi lo sforzo di creazione ed innovazione degli Stati Uniti, la fatica del lavoro a basso costo della Cina con la ciliegina della protezione dell’Europa. Per i taxi non sarà così: i cittadini europei sentiranno gli impatti del disservizio e dell’assenza di innovazione. Impatti che ci sono già per la sperimentazione nei centri di ricerca, per l’evoluzione dell’apprendimento nelle università, per le discontinuità tecnologiche delle imprese produttrici e, purtroppo, anche per la difesa e la protezione dei confini.

Per ora la tecnologia europea nell’automotive ha partorito sistemi per rimanere in carreggiata e controllare la velocità: innovazioni non proprio dirompenti. Per sviluppare auto a guida autonoma ci vogliono circa 100 miliardi di euro, l’industria europea sta investendo molto di più ma per ottemperare alla regolamentazione EU per le auto elettriche del 2035. Obiettivo che non si può raggiungere, e che se raggiunto ci porrebbe comunque dietro la Cina nella tecnologia e farebbe dell’Europa un enorme Cuba con auto endotermiche di vecchia generazione e più inquinanti che continuerebbero a circolare sino al 2050, e magari oltre.

La supremazia europea nacque nell’Ottocento grazie all’impulso del Principe Alberto, marito della Regina Vittoria, che promosse la prima grande esposizione nel 1851, con i guadagni dell’esposizione fondò scuole di commercio e di ingegneria, spinse per la diffusione dei commerci internazionali, supportò innovazioni dirompenti come l’acciaio e il vapore per le navi. Per ritrovare questo spirito europeo, non ci vuole un nuovo Principe Alberto, ci vogliono migliaia di imprenditori che convincano i politici che questa è la strada.

Abbiamo un piano B? Si! Prendere un taxi a Roma.

Docente di Family Business Strategy - Università di Torino - bernardo.bertoldi@unito.it

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti