I rifiuti diventano risorse se si investe in nuovi impianti
Le analisi di Teha e Bcg dimostrano che scommettere sull’economia circolare garantisce a industria e Sistema Paese vantaggi su costi e approvvigionamenti dell’energia e sull’impatto climatico
di Claudia La Via
4' di lettura
I punti chiave
- I numeri dell’Italia
- Le prospettive per il biometano
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C’è un’Italia che non produce solo rifiuti, ma li trasforma in materie prime. Un’Italia che costruisce impianti, crea tecnologia e corre verso la neutralità climatica. È l’Italia dell’economia circolare, oggi chiamata a un nuovo salto di scala per rendere credibile il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) e allinearsi ai target europei al 2030.
La sfida, però, non è più teorica. Nei prossimi anni serviranno centinaia di nuovi impianti per il riciclo e il recupero dei materiali: plastica, Raee, rifiuti organici, tessili e inerti. Una mappa industriale ancora da costruire, ma già tracciata nelle sue direttrici principali. Se n’è discusso a Roma in un evento promosso dal Gruppo Tesya, che ha riunito esperti, consulenti e rappresentanti del mondo accademico e associativo.
«Per rispettare gli obiettivi europei al 2030 abbiamo bisogno di centinaia di nuovi impianti e dell’upgrade di quelli esistenti” - ha spiegato Emanuele Belsito, senior advisor di Boston consulting group (Bcg), introdotto dal managing director e partner Davide Veroux -. Gli operatori industriali, dal canto loro, dovrebbero avviare collaborazioni strategiche lungo tutto l’ecosistema e privilegiare il passaggio da venditori di impianti o software a system integrator a valore aggiunto».
I numeri dell’Italia
L’Italia parte da una buona posizione iniziale: l’86% dei rifiuti trattati finisce in riciclo o compostaggio e il waste-to-energy copre un altro 5%. «Ma le discariche si stanno saturando – osserva Belsito –: ben 37 su 149 non sono più attive (dal 2015 al 2023) mentre le altre vedono progressivamente calare la capacità residuale. Inoltre bisogna investire per raggiungere l’obiettivo Ue del 10% di rifiuti urbani in discarica entro il 2035: ora siamo al 9% in totale ma per quanto riguarda i rifiuti urbani siamo al 20%».
Quanto agli imballaggi, tiene banco il dibattito sul nuovo regolamento europeo Packaging and packaging waste regulation (Ppwr). «Dobbiamo arrivare dall’attuale 8% di impiego di plastica riciclata negli imballaggi al 65% entro il 2040; servirà quindi ben altro rispetto ai 31 impianti di selezione e 82 impianti di riciclo meccanico operanti adesso in Italia», ha chiarito Belsito.


