I quadri in movimento di Maria Cristina Vimercati
Le enormi o piccole tele esposte alla Fabbrica del Vapore sono al contempo astratte e figurative e contengono una tempesta di colori e idee
di Lara Ricci
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Che siano le enormi tele variopinte, o le piccole - non ci sono vie di mezzo - i quadri dell’artista e fotografa milanese Maria Cristina Vimercati contengono tempeste. Chi si avventura in questi giorni di caldo esagerato fino alla Fabbrica del Vapore, a Milano, per vedere la mostra Il meraviglioso nel pittorico, entrando nella sala Bianca sarà colpito da un vento frizzante: le vaste opere ad olio paiono muoversi da sole, trascinando l’osservatore in un vortice di idee, emozioni e possibilità.
Chiedilo al Sole
E questo avviene sia che ci si concentri ad osservare i rifinitissimi particolari che al variare dell’inclinazione della luce mutano colore suggerendo altre interpretazioni, sia che si cerchi una visione d’insieme. «Le opere sono multidimensionali e multisensoriali: si avvalgono di diversi codici espressivi e conducono lo sguardo ad addentrarsi, o a indugiare, tra variazione di superficie e di piani, tra un colore pastoso e un esile disegno a matita che vi compare poco distante», scrive nel catalogo la critica d’arte e curatrice Maria Fratelli. Sottolineando poi la «pluralità di narrazioni, una per ogni sguardo» che questi dipinti suscitano.
Dipinti che, come scrive Andrea Jacchia, «prendono di petto la più canonica distinzione della storia dell’arte: quella fra astratto e figurativo, o meglio, fra astratto “o” figurativo, e viceversa». Entrambi infatti convivono nei quadri, dove grandi forme rivestite di una moltitudine di colori, spessori, tessiture, si dispiegano accanto a immagini riconoscibili: case, personaggi - spesso appena tratteggiati a matita -, alberi, animali, piccoli mostri, fiori e fiamme.
Quadri che, come osserva Nicoletta Bocca, sempre nel catalogo - sanno parlare «alla psiche che vive fuori dallo spazio e dal tempo cui siamo stati abituati». Quadri spesso gioiosi, capaci di trasmettere emozioni immediate, di rievocare la bellezza della natura - dei boschi e dei fondali marini, della nebbia o dei campi dorati - quadri sicuramente avventurosi che trascendono il quotidiano e trasportano «da un tempo lineare e sequenziale a un tempo che allude alla sincronicità, la dimensione spaziale del tempo e dell’anima» (Bocca).
Il meraviglioso nel pittorico








