I prestanome ancora fuori controllo
di Maurizio Caprino
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Tra un mese saranno dieci anni esatti. Entrò in vigore ad agosto 2009 la prima norma italiana contro le intestazioni di veicoli a prestanome. Da allora si è cominciato a indagare e attualmente sono in corso operazioni di tutti i corpi di polizia statali e locali, da cui è emerso che quasi 100mila veicoli risultano a nome di circa 500 persone, mentre su altre centinaia di soggetti sono in corso accertamenti. Ma, soprattutto, si è capito che il fenomeno è ben più vasto, tanto da sembrare fuori controllo. Non si potrà contrastare efficacemente senza i decreti attuativi di altre norme in vigore dall’estate 2010. Gli unici passi avanti si fanno per iniziativa di alcune Procure.
I buchi nelle norme
Di prestanome si parla dalla fine degli anni Novanta e alla fine dello scorso decennio arrivarono misure legislative specifiche:
il Dl 78/2009 (articolo 15, comma 8-octies) ha obbligato il Pra a segnalare a Guardia di finanza, agenzia delle Entrate e Regioni le persone fisiche che risultano intestatarie di almeno dieci veicoli;
la legge 120/2010 che, introducendo nel Codice della strada l’articolo 94-bis, ha vietato espressamente immatricolazioni e iscrizioni al Pra qualora «risultino situazioni di intestazione o cointestazione simulate o che eludano o pregiudichino l’accertamento del responsabile civile della circolazione di un veicolo» e previsto sanzioni da 544 euro e la radiazione del mezzo.


