Il Dl 78 ha avuto il merito di dare evidenza a ciò che il Pra aveva in archivio e non segnalava spontaneamente, ma molte comunicazioni inviate restano senza esito. Perché non di rado non vengono viste dai destinatari: l’elenco è stato ora allargato alla Polizia stradale (che ha svolto operazioni importanti già nel 2012-2013), ma mancano i corpi più presenti sul territorio: Carabinieri e polizie locali.
L’articolo 94-bis ha avuto effetti, ma ancora oggi resta monco dei decreti attuativi che avrebbero dovuto soprattutto definire le situazioni da verificare per accertare che ci si trovi davanti a un’intestazione fittizia. Un testo è stato preparato anni fa ed è ben noto agli addetti ai lavori, ma poi se ne sono perse le tracce. Senza spiegazioni ufficiali. Così ci sono solo due circolari del ministero dell’Interno, datate 2010 e 2012. «L’esperienza di questi nove anni - dice Luigi Altamura, comandante della Polizia locale di Verona, uno dei corpi più attivi nella caccia ai prestanome - mostra che fissare modalità attuative precise sarebbe molto di aiuto».
Intestazioni troppo facili
Così il fenomeno dei prestanome è andato avanti. Non solo tra chi evade tasse, pedaggi e multe e chi architetta truffe assicurative. Ci sono soprattutto i criminali, che hanno bisogno di veicoli (soprattutto vetture) come bene strumentale per i loro reati.
Ultimamente preoccupa soprattutto l’uso di questi mezzi negli assalti ai bancomat: qui c’è sempre una telecamera, ma l’intestazione al prestanome rende difficile risalire ai banditi.