I percorsi brevi dell’Indire sul sostegno si sdoppiano
Chi non completa le attività di Indire entro il 30 giugno può puntare sui recuperi a partire da luglio e specializzarsi entro il 31 dicembre
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I punti chiave
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I percorsi brevi di specializzazione sul sostegno offerti dall’Indire, alternativi ai Tfa classici biennali delle università e riservati ai precari di lungo corso, si sdoppiano. Per gli aspiranti docenti che riusciranno a seguire il calendario serrato di lezioni (380 ore comprensive dei laboratori, che significano lezioni tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì e poi sabato e domenica per l’intera giornata, ndr) il termine finale resta il 30 giugno 2026. Per gli altri è possibile una modalità più flessibile che ha come orizzonte il 31 dicembre e che prevede sessioni di recupero a partire da luglio ed esami intermedi e finali scadenzati nei mesi successivi. Con una differenza non di poco conto. Nel primo caso si potrà sciogliere la riserva entro il 2 luglio e, dunque, accedere alle graduatorie provinciali Gps (e, quindi, aspirare a ottenere una cattedra già quest’anno); nel secondo bisognerà invece aspettare la riapertura degli elenchi nel 2027 e spostare di un anno anche le prospettive di un’assunzione.
Il doppio binario
Al Sole 24 Ore la consigliera d’amministrazione di Indire, Elsa Maria Bruni, sottolinea che «la personalizzazione dei percorsi formativi viene assunta come criterio guida dell’intera organizzazione, incidendo in modo strutturale sulla pianificazione delle attività e sulla scansione dei tempi. Tale impostazione - aggiunge - si sviluppa nel rigoroso rispetto delle indicazioni ministeriali e delle scadenze nazionali», in particolare quelle sull’aggiornamento delle Gps appena citate.
I docenti coinvolti
La platea di interessati non è piccola. A fronte dei 15mila posti a disposizione presso Indire ne risultano stati occupati circa 7mila (ai quali vanno aggiunti tutti quelli che hanno scelto di seguire uno dei corsi analoghi offerti dagli atenei). La maggior parte (5.618 docenti) rientra nell’articolo 6 del Dl 71/2024, e cioè precari che hanno maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi otto anni scolastici, anche non continuativi; gli altri 1.593 insegnanti sono invece “articolo 7”, cioè si sono abilitati all’estero e sono in attesa di riconoscimento del titolo o coinvolti in contenziosi legati ai tempi di conclusione delle procedure.
A parte la flessibilità di cui sopra, sul piano organizzativo spicca anche il potenziamento dei servizi di supporto: numeri telefonici dedicati, video-tutorial per facilitare le procedure di iscrizione e una chatbot per rispondere ai quesiti più frequenti.
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