Territori

I leader alla ricerca di equilibrio tra prezzi e difficoltà di trasporto

Nel Triveneto, il valore dell’export per le aziende del legno arredo delle sole province di Treviso e Pordenone è pari a 3,4 miliardi

di Barbara Ganz

(Adobe Stock)

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Un continuo lavoro di equilibrio in un contesto sempre più instabile. Il legno arredo - cuore produttivo che sconfina dal Trevigiano al Pordenonese - è un esempio di resilienza «in una fase di continua e grande incertezza che frena gli investimenti» spiega Mirko Longo, presidente del gruppo Merceologico di Confindustria Veneto Est.

Con le sue 272 aziende il Gruppo Legno Arredamento rappresenta il secondo gruppo manifatturiero della territoriale, a sua volta seconda in Italia per dimensioni. Un importante distretto dell’arredamento, in cui si concentrano le grandi società di capitali della regione, che producono il 60% del fatturato della filiera e occupano il 56% degli addetti per il solo settore Mobile, supportate da un gran numero di piccole e medie imprese che nascono e si sviluppano intorno ad esse. I numeri vedono la provincia di Treviso che si conferma come leader in Italia nell’export di mobili, prima provincia per valore esportato nel settore legno-arredo (nell’anno 2025, 1,9 miliardi di euro). Con circa 1.590 imprese e oltre 20mila addetti, il Trevigiano è un pilastro del made in Italy. Il distretto di Pordenone ha messo a segno 1,5 miliari di export. Quasi 600 milioni li ha messi a segno l’area di Udine mentre 500 milioni sono le vendite estere nell’area di Bassano.

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Camera di commercio Treviso Belluno su dati Unioncamere Veneto rileva che per il comparto trevigiano il 2025 si è chiuso in territorio positivo per produzione (+2,6%), fatturato (+2,9%), ordini interni (+3,7%) e ordini esteri (+0,4 per cento), questi ultimi quasi stabili.

«Le tensioni internazionali hanno riflessi sulla clientela di riferimento, che è tipicamente alto spendente, in mercati lontani, fra i quali gli Emirati Arabi, direttamente colpiti durante la crisi iraniana. La stessa Cina non è più quella di un tempo. Prezzi energetici e difficoltà di trasporto non sono senza conseguenze», riassume Longo. Ma i mercati tradizionali mandano segnali positivi: la Germania, il secondo partner per l’export provinciale del comparto legno-arredo, segna nel 2025 un valore di 291 milioni (+3,9%) mentre Paesi Bassi e Canada, che valgono entrambi un export pari a 38 milioni nel 2025, crescono rispettivamente del +14,9% e +27,5%. Bene anche Portogallo, Ungheria, Marocco e Turchia.

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