I grandi progetti spingono il dialogo tra moda e arredo
I gruppi principali crescono grazie alle forniture per edifici brandizzati, ma non si fermano gli investimenti nel retail. Medio Oriente, Asia e Stati Uniti i mercati più promettenti
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Sembra una vena inesauribile, quella che lega il mondo della moda a quello dell’arredamento. Nato alcune decine di anni fa con alcuni pionieri di questo dialogo tra due settori simbolo del made in Italy - quali Missoni Home nel 1983, Fendi Casa nel 1987, Armani/Casa nel 2000 e Diesel Living nel 2008 - il fenomeno si è consolidato negli ultimi anni.
Tra i grandi brand che del fashion e del lusso che hanno avviato vere e proprie divisioni interne dedicate al design (affidando la produzione delle collezioni ad aziende dell’arredo-design) si sono aggiunti, ad esempio, Versace Home e Dolce&Gabbana Casa, entrambi entrati a far parte della scuderia di Luxury Living Group, l’azienda di Forlì fondata negli anni 80 da Alberto Vignatelli e rilevata da Haworth Lifestyle Design nel 2020, da cui è invece uscita Fendi Casa nel 2021, rilevata da Flos B&B Italia Group.
Anche questo piccolo risiko di passaggi di proprietà dimostra l’interesse dei principali gruppi del design ad alimentare questo filone di business, funzionale non solo a consolidare il loro posizionamento nel segmento del lusso, ma anche a rispondere alla domanda del mercato di alta gamma, che sempre più chiede alle aziende soluzioni di “total lifestyle”, in grado cioè di arricchire i diversi spetti aspetti dello stile di vita, dal modo di vestirsi a quello di arredare casa. Si spiegano così anche le tante iniziative di co-branding (per lo più occasionali) tra marchi del design e della moda, che ogni anno vengono annunciate e presentate durante la settimana del design di Milano, in concomitanza con il Salone del Mobile.
Partnership di lungo periodo
Tuttavia, le operazioni più strutturate a livello industriale e commerciale, come quelle portate avanti fondate su accordi di lungo termine tra aziende dei due settori, che l’avvio di divisioni separate e la formazione di professionisti dedicati. Perché, nonostante le affinità, tra i due comparti rimangono differenze sostanziali, a cominciare dai processi produttivi e dalla distribuzione. Non a caso, mentre la parte di progettazione e stile rimane saldamente in mano alle “case madri” del fashion, produzione e vendita vengono affidate ai partner dell’arredamento o a joint venture tra le due realtà.
«Vedo un grande fermento in questo mercato - dice Andrea Gentilini, ceo di Luxury Living Group che, oltre a Versace Home e Dolce&Gabbana Casa, produce su licenza anche le linee home di Trussardi, Bentley e Bugatti -. Tutti i principali brand della moda stanno prendendo in considerazione il lancio di collezioni dedicate alla casa, anche solo attraverso progetti piccoli o temporanei. E infatti noi mai come adesso abbiamo avuto opportunità per avviare nuove collaborazioni». Segno che, nonostante il difficile momento congiunturale, il binomio moda-arredo ha ancora un forte potenziale da esprimere.


