Industria

«I giovani le nostre terre rare, risorse a chi crea nuove aziende»

L’intervista a Maria Anghileri, Presidente Giovani di Confindustria

di Nicoletta Picchio

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Sono le nostre terre rare. E dobbiamo fare di tutto per valorizzarle, creare le condizioni perché possano trovare un futuro nel nostro Paese, trattenendo e attraendo talenti, mettendo al primo posto il merito». Le terre rare di cui parla Maria Anghileri sono i giovani, «ai quali il nostro Paese non dedica l’attenzione necessaria», a scapito della crescita: «è dai giovani che arrivano idee e progetti più innovativi, ed è l’innovazione, insieme alla digitalizzazione, ad aumentare la competitività e la produttività del paese». Partendo da questa convinzione Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, ha scelto come tema del convegno di Rapallo le giovani generazioni: “People. La nostra promessa di futuro” è il titolo dell’evento.

Tra il 2011 e il 2024 circa 630mila under 35 hanno lasciato l’Italia. Si formano nel nostro Paese, con un costo, e poi se ne vanno, senza tornare. Un danno economico e una perdita di energie?

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Una situazione come questa vuol dire pregiudicare il nostro futuro. Le persone devono poter scommettere su se stesse, percepire di poter avere una prospettiva. Dover constatare l’esodo che si registra in Italia è doppiamente grave, dal momento che dai dati emerge una mancanza di oltre 5 milioni di lavoratori da qui al 2040.

Cosa fare nell’immediato in modo efficace per contrastare questa tendenza?

Al convegno di Rapallo presenteremo alcune proposte: una è la Borsa per l’imprenditorialità, uno strumento simile esiste già in Germania e in Finlandia. Si tratta di garantire una cifra fino a 2000 euro al mese per nove o dodici mesi ai giovani che si impegnano nella creazione di una nuova impresa all’interno di incubatori certificati, oppure di incubatori universitari. Misura che sarebbe finanziabile con risorse europee già disponibili. È importante sostenere chi ha un’idea e stimolare la nascita di nuove imprese in Italia. Sarebbe una spinta ad invertire la tendenza del calo di giovani imprese in Italia. Un elemento preoccupante, che fotografa un paese dove manca la fiducia per il futuro. Ci sono cento ragazzi al giorno, spesso qualificati, che vanno fuori dall’Italia e 42 aziende under 35 che chiudono o delocalizzano.

Ogni anno oltre 100mila giovani lasciano il Mezzogiorno per andare al Nord…

In questo contesto fa riflettere la misura di una flat tax al 7% nel Sud per i pensionati che arrivano dall’estero. Facciamo misure come questa e non facciamo, invece, niente per trattenere i ragazzi che abbiamo formato.

“Filiera futuro” è lo slogan che lei ha individuato appena nominata presidente dei Giovani di Confindustria. In cosa si può concretizzare?

Natalità, istruzione, innovazione, giovani imprese: è questa la Filiera futuro, elementi che sono la linfa di un Paese, temi ai quali l’Italia destina solo il 9% dei 1.100 miliardi di spesa pubblica. Ci sono certamente politiche di lungo periodo da mettere in atto, ma intanto si può agire nel breve termine. Non solo la Borsa per l’imprenditorialità, di cui parlavo prima: si potrebbe abbassare l’Irpef a lavoratori dipendenti under 35 prevedendo un’esenzione sui redditi decrescente per cinque anni fino a 50mila euro. Bisogna far sì che i giovani tornino a credere nel Paese. È importante che in Europa si vada avanti con il progetto del 28° regime che consentirà di aprire un’impresa in 24 ore on line, con 100 euro e senza un capitale minimo. Avere le stesse regole per tutti i 27 Paesi Ue faciliterebbe la nascita di start up e farebbe sì che, auspicando diventino unicorni, possano rimanere in Europa, senza andare all’estero per troppa burocrazia.

La questione giovani è stata tra i temi prioritari dell’assemblea di Confindustria e della Banca d’Italia. Al convegno sono presenti esponenti di tutti i partiti: cosa si augura che esca dal confronto?

Abbiamo già attivato un confronto con gli under 40 di tutte le forze politiche. Ci aspettiamo che dalla politica ci sia una profonda presa di coscienza del problema. E che si possa attuare una spending review coraggiosa per trovare le risorse da destinare ai giovani, insieme alla necessità di affrontare nodi strutturali del paese, dall’energia alla burocrazia. È stata varata la legge sull’impatto generazionale dei provvedimenti, un fatto certamente positivo. Ma c’è bisogno di agire oggi, immediatamente, con rapidità: disperdere la risorsa giovani vuol dire ritardare l’innovazione, restare indietro nella sfida digitale, nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. E quindi non recuperare quella produttività fondamentale per la crescita del Paese.

IL CONVEGNO 

A Rapallo il 5 e 6 giugno«People. La nostra promessa di futuro» è il titolo del Convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria che si terrà a Rapallo venerdì 5 e sabato 6 giugno. Aprirà i lavori la Presidente dei Giovani Imprenditori, Maria Anghileri e interverrà in chiusura dei lavori il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Tra i partecipanti : i ministri Antonio Tajani, Adolfo Urso. I leader politici Matteo Renzi, Carlo Calenda, Elly Schlein e relatori dal mondo dell’economia e della finanza

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