I gioielli creati da Sicis conquistano New York, Parigi, Dubai e Ginevra
Gioia Placuzzi anticipa gli eventi e le aperture che riguardano l’espansione del marchio nei diversi mercati, all’insegna del micromosaico
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Un nuovo showroom a Dubai, nel design district. La “casa” parigina ampliata e valorizzata nel triangolo d’oro della moda di Rue Marbeuf. I cantieri sulla Fifth Avenue che avanzano per debuttare a New York a inizio 2026. E nel frattempo tre nuove collezioni di gioielli con e senza micromosaico pronte per essere lanciate al salone di Ginevra nel 2025. Sicis Jewels prosegue il suo cammino di crescita sui mercati internazionali, che valgono il 95% delle vendite, concentrata nel mixare con sapienza e pazienza nelle sue collezioni l’antica arte musiva ravennate e l’abilità acquisita dai suoi maestri artigiani nel lavorare non solo tessere ma metalli preziosi e perle pregiate proponendo oggi anche monili senza micromosaico. «Non possiamo ancora svelare i nomi, ma a Ginevra presenteremo tre nuove collezioni che avranno lo stesso concept di Giardino, ossia gioielli in versione “easy” con perle colorate ma senza micromosaici che si avvicina di più ai gusti occidentali e la gamma “alta” con micromosaici, dai 30mila euro in su, che continua a essere la preferita dalla nostra clientela storica», anticipa Gioia Placuzzi, fondatrice e responsabile della divisione Jewels di Sicis, la multinazionale tascabile fondata dal padre Maurizio Leo nel 1987 a Ravenna, la culla bizantina dell’arte musiva, che ha saputo reinterpretare in chiave contemporanea la tecnica degli antichi romani, trasformandola in pavimenti, rivestimenti e poi gioielli di altissima gamma apprezzati dai milionari asiatici, arabi, americani.
Sono questi i tre mercati su cui Sicis sta scommettendo anche per il prossimo anno, a maggior ragione dopo la chiusura del mercato russo e lo spostamento di tantissimi super-ricchi da Mosca a Dubai. «Proprio a Dubai, che negli ultimi tredici anni abbiamo presidiato attraverso un ufficio al primo piano nel design district, abbiamo in programma l’inaugurazione di un nuovo showroom entro il prossimo aprile, circa 400 mq di spazi full concept – racconta Gioia Placuzzi, direttore creativo e chief operating officer dell’“art mosaic factory” di famiglia – dove presenteremo tutta la nostra gamma, dai mosaici ai gioielli. Abbiamo anche spostato il nostro showroom di Parigi, ingrandito e abbellito in una posizione d’angolo più visibile su Rue Marbeuf, l’opening ufficiale sarà a gennaio 2025. Mentre proseguono i lavori oltreoceano sulla Quinta strada, ma più lentamente del previsto, per cui abbiamo posticipato l’apertura al 2026. Il mercato americano sta esplodendo, soprattutto nella fascia molto alta, anche grazie alla collaborazione avviata negli Stati Uniti con è con Neiman Marcus, la catena specializzata nella grande distribuzione di lusso, l’ultimo mese è stato un tripudio di trunk show dei rivenditori».
Gli Stati Uniti, arrivati a valere il 17% del business Sicis (50 milioni di euro complessivamente lo scorso anno, di cui i gioielli sono una nicchia), stanno compensando la debolezza della domanda cinese, «ma in un mercato del lusso che sta soffrendo, noi continuiamo a crescere tra l’8 e il 10% quest’anno, un trend che prevediamo di mantenere anche nel 2025, complice una presenza e un assetto commerciale ottimale nei diversi continenti, tra i negozi a Milano, Parigi, Londra, Hong Kong, Dubai e l’imminente arrivo a New York», anticipa la seconda generazione della famiglia Placuzzi, che ha iniziato a ragionare di un possibile debutto in Borsa per alimentare la capitalizzazione e quindi la crescita, puntando al raddoppio del fatturato in tre anni.
A racchiudere il successo di Sicis Jewels sono le mani sapienti di una ventina di maestri artigiani, che incastonano a mano, una a una, microscopiche tessere di pasta vitrea (che non raggiungono il millimetro per lato) fusa a 1.400 gradi e trasformata in opere d’arte ispirate alla natura e agli animali. «Abbiamo circa un centinaio di maestri qui a Ravenna, tra mosaico tradizionale e micromosaico, di cui un terzo intercambiabile, ma il tema della formazione di nuovi artigiani è diventato cruciale per garantire il futuro di Sicis – conclude Placuzzi –. Siamo un unicum nel panorama mondiale e stiamo lavorando con il liceo artistico e l’Accademia di Belle arti e siamo ottimisti, perché l’interesse dei giovani c’è. Abbiamo aperto la nostra fabbrica-laboratorio in occasione delle giornate Fai d’autunno e dopo un’ora c’erano così tante persone e così tante prenotazioni che abbiamo dovuto chiudere gli slot».



