I droni ucraini portano la guerra nel cuore della Russia, a 1.600 km dal confine
Le nuove armi a disposizione di Kiev possono colpire regolarmente obiettivi in profondità nel territorio russo, raggiungendo i monti Urali e comunità dove la maggior parte delle persone considerava la guerra un problema lontano
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I droni ucraini colpiscono regolarmente obiettivi in profondità nel territorio russo, raggiungendo i monti Urali e comunità dove la maggior parte delle persone considerava la guerra un problema lontano.
Un grattacielo residenziale a Ekaterinburg, città con oltre 1,5 milioni di abitanti, è stato colpito il 25 aprile, il primo danno subito dalla città dall’invasione su vasta scala dell’Ucraina nel 2022. Dall’inizio di aprile, le autorità hanno temporaneamente sospeso le operazioni dell’aeroporto locale per cinque giorni diversi per far fronte alle minacce dei droni.
«È stato uno shock», ha detto Vladimir, un uomo d’affari di 35 anni di Ekaterinburg, che ha preferito non rivelare il suo nome completo per motivi di sicurezza. «Sebbene non ci siano state vittime, la gente si è finalmente resa conto che la città non è più così estranea alla guerra».
L’attacco ha un significato simbolico particolare per Ekaterinburg, a lungo considerata al di fuori della portata della guerra. La città, nota come Sverdlovsk in epoca sovietica, si trova sul versante orientale degli Urali, a circa 1.700 chilometri dal confine ucraino, e durante la Seconda Guerra Mondiale servì da base nelle retrovie, quando le fabbriche vi furono trasferite per motivi di sicurezza, poiché si riteneva che fosse fuori dalla portata degli attacchi provenienti dall’Europa.
Fino a quest’anno, l’autorità russa per l’aviazione civile, Rosaviatsia, non aveva segnalato alcun incidente con droni nei pressi dell’aeroporto.








