I distretti storici frenano Le vie della ripresa: altri sbocchi e resilienza
Performance in flessione per Brianza e Treviso. In aumento quelle di Murgia, Alto Adige, Pordenone e Bovolone
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Nello slalom tra dazi all’importazione (verso gli Usa), rotte marittime che si chiudono e si riaprono e costi dell’energia sull’ottovolante, i distretti del legno-arredo provano a resistere al vento e agli urti, ma le esportazioni restituiscono un quadro complesso, dal quale emerge che le maggiori difficoltà si concentrano tra gli “alfieri” dei distretti, quelli che trainano i fatturati – soprattutto la Brianza e il Veneto (in particolar modo il Trevigiano), mentre resiston0 (e talvolta crescono sino a due cifre) gli imbottiti della Murgia e il legno-arredo di Alto Adige e Bovolone. A fotografarlo è il Rapporto sui Distretti del Legno-Arredo, elaborato dal Centro Studi di Intesa Sanpaolo.
Il quadro di mercato
È un quadro polarizzato quello dei distretti industriali – evidenzia il Rapporto – dove la tenuta complessiva delle esportazioni nel 2025 (-0,3% sul 2024, per un controvalore di 9 miliardi di euro) è migliore dell’export dell’intero comparto (-1,3%), ma comunque in frenata. Chi opera nei distretti, in ogni caso, migliora o quanto meno attenua i cali. Hanno archiviato un buon 2025: Mobile di Pordenone +7,7%, Mobile imbottito della Murgia +8,9%, Legno Arredo dell’Alto Adige +10,1%, Mobili in stile di Bovolone +20,6 per cento. Mentre un arretramento – sebbene di dimensioni contenute – si rileva nei due maggiori distretti del mobile: Brianza (-1,8%) e Legno-Arredo di Treviso (-3,3 per cento).
«I nostri distretti “alfieri” del settore – sottolinea Stefania Trenti, responsabile industry research di Intesa Sanpaolo – sono quelli dai fatturati più importanti ,ma anche quelli più presenti nei mercati su cui hanno maggiormente pesato i dazi, ad esempio gli Usa. Molte aziende di questi distretti hanno investito in quel Paese, anche davanti a un dollaro che si è deprezzato e a minori flussi di fatturato, privilegiando una visione di lungo periodo, poiché gli Stati Uniti restano il nostro secondo mercato di sbocco, dai fondamentali solidi e con una forte capacità di spesa sul design di fascia alta».
La tenuta complessiva delle esportazioni distrettuali riflette la capacità delle imprese italiane di diversificare. I produttori distrettuali di mobili made in Italy sono riusciti a incrementare le vendite in Germania (+1,9%, soprattutto per i distretti del Mobile di Pordenone e Alto Adige), Regno Unito (+7,9%, per Pordenone e Murgia) e Spagna (+1,7%), nonostante la flessione registrata in Francia (-5,6 per cento). Tra i Paesi emergenti, si segnalano la crescita dell’export negli Emirati Arabi Uniti (+5%, per i distretti del Mobile di Pordenone e degli Imbottiti di Forlì) e il balzo delle vendite verso la Turchia (+50,7%, in particolare per i Mobili in stile di Bovolone).
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