I designer affrontano la sfida per abbinare efficienza e forma
La riduzione delle emissioni impone vetture attraenti e senza compromessi dal punto di vista aerodinamico mentre negli interni trionfa il minimalismo dei display digitali
di Silvia Baruffaldi
3' di lettura
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Se l’evoluzione delle forme delle automobili continuerà con lo stesso ritmo con cui è progredita degli ultimi decenni, ci vorranno quarant’anni per raggiungere quell’efficienza aerodinamica che invece si vorrebbe ottenere a breve termine per ridurre consumi ed emissioni di CO2. Il monito viene dagli ingegneri della Dallara, tra i massimi esperti mondiali del settore in quanto progettisti di vetture sportive ad alte prestazioni. In un’auto concepita anzitutto per la pista, lo studio dell’aerodinamica entra in gioco sin da quando si tracciano le prime linee del veicolo. Per le vetture di serie, invece, le verifiche e le ottimizzazioni del coefficiente di resistenza all’aria arrivano a stile complessivo ormai definito. Troppo tardi, secondo gli esperti.
Che si tratti di auto elettriche o a motore termico, insomma, il design può e deve fare la sua parte. Anche perché la tipologia più popolare, quella degli amatissimi suv, non è assolutamente ideale per ridurre il Cx. Ben venga allora la tendenza che vede sempre più protagoniste le silhouette coupé, snelle nella coda e con una linea del tetto discendente per ridurre l’altezza del volume posteriore.
La sfida è dunque fare vetture efficienti ma attraenti e il mondo delle sportive è più che mai il punto di riferimento per il design. La genesi della Mach-E - primo modello, nonché primo Suv, puramente elettrico di Ford - è in questo senso emblematica. Dopo una fase iniziale da cui era scaturita una sorta di “aspirapolvere” (l’espressione è dei designer), si è deciso di ripartire guardando alla vettura più appassionante di tutta la gamma dell’ovale blu, la Mustang.
L’idea ha subito galvanizzato gli stilisti Ford, come si vede dal risultato: una silhouette dinamica, in cui si legge un profilo da coupé sportiva grazie a un doppio strato del tetto, la cui superficie nera termina con uno spoiler e dissimula visivamente l’altezza effettiva. I fari con il disegno a tre barre e una grintosa mascherina frontale fanno riassaporare la Mustang senza copiarne banalmente i dettagli. Anche il disegno a “doppia palpebra” della plancia è ispirato alla coupé, ma a bordo della Mach-E gli spazi ampi e le dotazioni hi-tech sono stati definiti in base ai numerosi test condotti insieme ai clienti, con una procedura inedita che apre un nuovo capitolo nell’approccio al design degli interni.
L’espediente del tetto nero a contrasto crea un effetto flottante e rende meno imponente la percezione del volume complessivo. E, soprattutto, piace. Lo conferma Peugeot con la 2008, riuscita nelle proporzioni così come nel trattamento dei volumi scolpiti, possenti al punto giusto per dare forza al suo essere Suv senza risultare aggressiva. E anche in questo caso, l’interfaccia utente - il collaudato e puntualmente ottimizzato i-Cockpit – trasmette l’impressione di guidare una sportiva più che un veicolo votato alla funzionalità.





