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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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In molte aziende italiane la ricerca di esperti di cybersecurity sta diventando una caccia al tesoro. Spinti dall’ondata di attacchi e dalla sofisticazione degli strumenti grazie anche all’AI, I i profili legati alla sicurezza sono tra quelli più richiesti. Ma l’offerta fatica a tenere il passo: l’Osservatorio sulle Competenze Digitali 2025 segnala che le posizioni legate alla sicurezza informatica crescono di circa il 70% nelle ricerche delle imprese, restando però fra le più difficili da coprire.
È proprio questo un segnale emblematico di quanto la cybersecurity si sia trasformata in un tema economico strategico per le imprese e per il sistema Paese, oltre che tecnologico, e quanto il “buco” di competenze rischi di trasformarsi in un vero fattore di fragilità per l’Italia.
Il Rapporto Clusit 2025 conferma che la superficie d’attacco continua ad allargarsi e che gli attacchi diventano via via più sofisticati e dalle conseguenze profonde. Nel solo primo semestre 2025 a livello globale sono stati censiti 2.755 attacchi gravi, il numero semestrale più alto di sempre, con una crescita del +36% rispetto al semestre precedente: nell’82% dei casi si tratta di incidenti con impatto classificato “alto” o “critico”.
All’interno di questo scenario, l’Italia è colpita in modo sproporzionato: tra gennaio e giugno 2025 gli attacchi di particolare gravità che hanno colpito organizzazioni italiane sono stati 280, pari a oltre il 10% del totale mondiale, a fronte di un peso economico e demografico decisamente inferiore. È come se fossimo una “meta privilegiata” per cyber criminali e gruppi hacktivisti.
Ancora più eloquente è la fotografia dei bersagli. In Italia il settore Government/Military/Law Enforcement assorbe da solo il 38% degli incidenti, con una crescita di oltre il 600% rispetto allo stesso periodo un anno prima, seguito dall’area legata ai trasporti e alla logistica con il 17%, evidentemente due comparti particolarmente sensibili. In parallelo cresce la pressione sul sistema sanitario e sull’industria manifatturiera, dove gli attacchi con impatto “critico” raddoppiano rispetto agli anni precedenti, segno che colpire ospedali e fabbriche è diventato particolarmente redditizio.