Auto e mobilità aziendale

I canoni di noleggio vanno in retromarcia: -10,4% da inizio anno

Nel primo semestre del 2025 l’importo medio è stato di 618 euro, contro i 690 dello stesso periodo del 2024

di Alberto De Pasquale

(Adobe Stock)

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Se il 2024 era stato l’anno del picco, il 2025 è quello della discesa. C’è un mix di fattori macroeconomici, strategici e normativi che esercitano pressione sui canoni del noleggio auto. Mentre nei primi sei mesi dello scorso anno il canone medio era stato di circa 690 euro, nel primo semestre del 2025 si è aggirato sui 618 euro, in calo del 10,4%. La flessione, con poche eccezioni, riguarda la totalità dei marchi, e risulta ancor più evidente nel confronto tra giugno di quest’anno e lo stesso mese del 2024: oltre cento euro di canone medio in meno. A tastare il polso è l’Osservatorio canoni di Dataforce, che consente di monitorare l’evoluzione delle principali tendenze di mercato e raccogliere gli elementi di valutazione sulle strategie commerciali delle società di noleggio a lungo termine.

A incidere sui prezzi c’è il tasso di riferimento della Bce, sceso in media dal 4,5% del primo trimestre 2024 al 2,4% nello stesso periodo del 2025, che abbassa i costi di finanziamento per le società di noleggio, permettendo quindi di offrire canoni più competitivi senza erodere i margini. Ma poi ci sono le politiche di pricing aggressive, soprattutto a opera delle società di noleggio captive (collegate alle case auto), che hanno adottato strategie di riduzione dei prezzi per stimolare la domanda, in un contesto di mercato saturo e competizione accesa. Infine, i noleggiatori hanno incluso anche modelli di fasce di prezzo più basse o escluso varianti premium, mentre si fa sentire pure l’effetto delle novità sui fringe benefit, con le nuove normative fiscali sui benefit aziendali che hanno aumentato la concorrenza e compresso i prezzi per i veicoli a basse emissioni.

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La rilevazione, frutto di un costante monitoraggio delle offerte commerciali pubblicate sui siti web dei principali player del settore, si basa su una copertura di circa il 70% del mercato. Le indagini sono state condotte attraverso il sistema Crf (Competitor Rental Fee) che fino a giugno 2025 ha raccolto e analizzato quasi 375 mila dati relativi a tutte le durate e le percorrenze chilometriche pubblicati online.

A livello di alimentazioni, i principali tagli sono stati rilevati per i modelli ibridi Hev, con canone medio in calo del 15,6% nel semestre, per i veicoli a Gpl (-15,2%) e per i mild hybrid (-10,4%), mentre i cali sono stati più contenuti per auto a benzina (-7,2%) e plug-in hybrid (-5,8%). Cambia qualcosa anche sul fronte durata dei contratti. Nei primi sei mesi del 2025 si è osservata una concentrazione delle offerte con durata 48 e 60 mesi (che hanno rappresentato quasi l’82% delle offerte complessive), andando a ridurre quelle di durata 36 mesi, il cui peso è passato dal 27,6% del 2024 al 6,5% del primo semestre di quest’anno.

Tra i principali marchi generalisti quelli a registrare le flessioni più importanti sono stati Tesla e Suzuki. Il ribasso di Tesla nel primo semestre 2025 è stato dovuto soprattutto all’uscita dall’offerta dei modelli più costosi, come Model S e Model X, contribuendo a spostare verso il basso il canone medio dell’intera gamma.

Allo stesso tempo, si è verificata una diminuzione dei canoni di Model 3 e Model Y, la cui offerta si è concentrata su versioni più economiche anche a causa delle crescenti difficoltà commerciali del marchio. Discorso opposto per Lancia, che ha invece registrato un incremento a due cifre del canone medio, dovuto alle variazioni della gamma offerta online. Anche nel 2025 Fiat Panda si conferma il modello più conveniente per la combinazione 36 mesi e 15.000 chilometri, con un canone medio mensile di 334,3 euro (in leggera crescita rispetto al 2024), seguita da Nissan Juke (347,2), Citroën C3 (355,8), Opel Corsa (356,5) e Toyota Aygo X (365,7).

È bene ricordare che il calo dei canoni di noleggio osservato quest’anno arriva dopo un 2024 segnato dalle forti difficoltà incontrate dal settore del noleggio a lungo termine, complice il crollo delle immatricolazioni (-10,1%), coincidente con l’abbassamento delle tariffe. Un evidente passo indietro rispetto al 2023, andato in archivio come anno dei record. Tuttavia, il calo significativo delle immatricolazioni non è da intendersi necessariamente come sintomo di contrazione della domanda: la flotta, infatti, continua a crescere.

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