I bonus bollette alle imprese rischiano di restare sulla carta
I crediti d’imposta per fronteggiare il caro bollette di gas ed elettricità delle imprese rischiano di finire su un binario morto per impossibilità di utilizzarli in compensazione o cederli
di Giuseppe Latour e Giovanni Parente
3' di lettura
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I crediti d’imposta istituiti prima dal Governo Draghi e ora dal Governo Meloni (con un ulteriore potenziamento in manovra per il primo trimestre 2023) per fronteggiare il caro bollette di gas ed elettricità delle imprese rischiano di finire su un binario morto. Senza né la possibilità di utilizzarli in compensazione né quella di cederli.
Nel primo caso, ci sono imprese che non hanno sufficienti versamenti d’imposta in cui “spendere” il credito in compensazione. Nel secondo caso, non c’è uno spazio di mercato in cui ci siano intermediari o operatori disposti o in grado di acquistarli.
Anche per questo Confindustria, nelle interlocuzioni con il Governo e l’amministrazione finanziaria, ha chiesto meccanismi correttivi. Tra questi la cessione frazionata dei crediti: una possibilità che resta, attualmente, preclusa e lo sarà anche per i primi tre mesi del 2023, tanto è vero che le prime bozze della manovra parlano di cessione «solo per intero».
La cessione frazionata
Con la frazionabilità del credito per ogni singolo periodo, però, si potrebbe usarne parte in compensazione e destinarne altra parte alla cessione. Un’altra proposta è la possibilità di ampliare il termine per l’utilizzo in compensazione. A oggi il calendario è variegato con i crediti del secondo trimestre 2022 già in scadenza a fine anno e quelli delle diverse tranche della seconda parte del 2022 (terzo trimestre, ottobre-novembre e dicembre), il cui termine è stato portato al 30 giugno 2023.
In questo senso potrebbe rivelarsi un assist (in vista della conversione del decreto Aiuti quater) l’orizzonte delineato dalla manovra per i crediti d’imposta del primo trimestre 2023 che fissa una deadline al 31 dicembre del prossimo anno.









