I biocarburanti del futuro arriveranno dagli scarti agricoli, forestali o dai rifiuti
L’obiettivo di questo filone di ricerca è ottenere bioenergia senza entrare in concorrenza con la produzione alimentare
di Elena Comelli
3' di lettura
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Chimica verde e filiera agricola possono tornare alleati, ma il punto di partenza è trovare una materia prima rinnovabile adatta alla conversione in bioenergia, senza entrare in concorrenza con la produzione alimentare. Dagli scarti agricoli e forestali o dai rifiuti biodegradabili potrebbero venire fuori i combustibili del futuro, che non comportano sottrazione di terreno agricolo all’alimentazione umana.
Per decarbonizzare i trasporti è essenziale abbandonare i combustibili fossili e i biocarburanti, accanto alle varie forme alternative (in primis l’alimentazione elettrica), sono una delle risposte, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia. Il bioetanolo e il biodiesel sono neutrali in termini di CO2 e producono il 65% in meno di emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai combustibili fossili.
Il Brasile e gli Stati Uniti hanno avuto entrambi molto successo nella produzione di bioetanolo, rispettivamente dalla canna da zucchero e dall’amido di mais, generando oltre il 70% delle forniture globali.
Questi metodi sono tuttavia destinati a essere superati dai biocarburanti di seconda generazione, poiché hanno causato una crescente domanda di terreni per la coltivazione di colture destinate alla produzione di energia.
Gli scienziati di tutto il mondo stanno cercando di trovare un modo semplice ed economicamente vantaggioso per produrre più biocarburanti dai rifiuti o da prodotti di scarso valore.


