Pianificazione fiscale

Residenti italiani a Dubai: la corsa a mantenere lo status fiscale con rientri rapidi

La preoccupazione è di perdere lo status favorevole garantito dalle norme

di Marco Barlassina

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

Fuga da Dubai, con in tasca il biglietto di ritorno. Le società di noleggio di jet privati, interpellate tra quelle ancora attive sulle rotte tra Italia e Medio Oriente, raccontano al momento di una richiesta per voli di rientro, non certo di andata da Milano o da Roma per gli Emirati. Eppure il tema potrebbe proporsi inaspettatamente nelle prossime settimane o nei prossimi mesi.

La leva del regime fiscale favorevole

Come ha raccontato sabato 10 marzo 2026 il Financial Times, mentre i milionari del Golfo sono comprensibilmente disposti a pagare anche centinaia di migliaia di euro per un volo in jet privato che li porti lontano dal Medio Oriente, in questi giorni esisterebbe anche un flusso, a prima vista molto meno decifrabile, di persone che cercano invece un imbarco per gli Emirati Arabi Uniti, in particolare per Dubai. Si tratta di soggetti preoccupati di perdere lo status fiscale favorevole garantito dagli Emirati, che non prevede imposte sul reddito per le persone fisiche, gli investitori o la maggior parte delle aziende. Uno status che in generale si conserva a una condizione: che si trascorrano almeno 183 giorni nel Paese (anche non consecutivi nell’arco di 12 mesi).

Loading...

Gli italiani a Dubai

E qui arriva il punto di congiunzione con la realtà italiana. Perché la medesima condizione è valida naturalmente anche per i nostri concittadini con residenza fiscale negli Emirati. Secondo i dati del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il numero sfiorerebbe le 20mila unità. In particolare gli italiani iscritti all’anagrafe consolare negli Emirati Arabi Uniti sono 18.671. Ben 15mila di questi nella sola Dubai, diventata uno dei principali hub mondiali della global mobility, espressione usata per indicare la mobilità internazionale di persone ad alta qualificazione, di imprenditori, manager e grandi patrimoni.

In larghissima parte si tratta di individui richiamati a Dubai non solo dai vantaggi fiscali, ma anche dalla presenza di infrastrutture globali e da una posizione geografica strategica, a cavallo tra Europa, Asia e Africa. Un mix che ha fatto sì che molte multinazionali stabilissero uffici regionali nell’area, soprattutto nei settori della finanza e della tecnologia, con lavoratori qualificati provenienti da diversi paesi, Italia compresa. Una forza di attrazione che ha dunque interessato in primis i talenti e solo in seconda battuta influencer o creator digitali italiani bloccati nel Paese e diventati, loro malgrado, protagonisti delle cronache di questi giorni.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti