Ospitalità

Hyatt apre tre hotel in Italia da qui al 2028

Tra Roma e Taormina in arrivo strutture business e leisure. Focus su città come Napoli e zone resort dal lago di Como alla Puglia

di Paola Dezza

Taormina. Il render del futuro Park Hyatt che arriverà nel 2028

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Investitori, brand di lusso, family office sono i profili che dominano il mercato alberghiero in Italia. Tra i protagonisti anche il colosso americano Hyatt, che mette il nostro Paese al centro della strategia europea.

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Dopo aver quadruplicato il numero di camere in Italia dal 2019, il gruppo alberghiero apre una nuova fase di sviluppo con tre nuove strutture a Roma e Taormina e guarda a un’espansione che punta ben oltre le principali destinazioni già presidiate.

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«L’Italia resta uno dei mercati turistici più importanti d’Europa -, afferma Nuno Galvao Pinto, vice president development Europe di Hyatt -. Abbiamo asset iconici come Park Hyatt Milano e 7Pines Resort Sardinia, ma ci sono ancora molti mercati nei quali entrare nei prossimi anni».

Le nuove aperture - Hyatt Regency Rome Central, Thompson Rome e Park Hyatt Taormina - aggiungeranno 428 camere al portafoglio italiano.

«Siamo concentrati sul rafforzamento della presenza a Roma e Milano», spiega Galvao Pinto. «Ma stiamo anche individuando le opportunità giuste in città come Napoli, Verona e Bologna, oltre che lungo le principali destinazioni costiere, per intercettare la domanda che già oggi proviene dai nostri clienti e dai membri del programma World of Hyatt». Focus anche sulla Toscana, la Puglia, la Sicilia, il Lago di Como, Verona, Genova, Bologna e Parma. E aggiunge: «Le città regionali e le destinazioni leisure assumono un’importanza crescente, perché i viaggiatori cercano esperienze e i proprietari vogliono marchi capaci di sostenere la domanda senza standardizzare l’esperienza».

L’apertura imminente è quella dell’Hyatt Regency Rome Central, entro il terzo trimestre 2026 nei pressi della stazione Termini con 238 camere per la domanda business, congressuale e leisure. Sempre nel 2026 debutterà Thompson Rome, hotel lifestyle da 69 camere ricavato dalla riqualificazione di uno storico edificio vicino al Colosseo, mentre nel 2028 arriverà Park Hyatt Taormina, con 121 suite affacciate sul Mar Ionio e sull’Etna. «L’obiettivo non è aumentare il numero degli hotel, ma portare il brand giusto nella destinazione giusta».

Secondo Hyatt, l’Italia presenta caratteristiche favorevoli rispetto ad altri mercati europei. «Il fascino globale del Paese è alimentato da molteplici fattori: città d’arte, destinazioni resort di fama internazionale, turismo enogastronomico, viaggi esperienziali e una forte domanda internazionale», osserva Galvao Pinto.

Uno degli elementi chiave della strategia di crescita è rappresentato dalle conversioni di hotel indipendenti e dal riutilizzo di immobili esistenti. «Il mercato alberghiero italiano è altamente frammentato e questo crea un’opportunità unica - spiega -. Molti proprietari cercano un marchio in grado di preservare l’identità dell’asset». Due delle tre nuove aperture annunciate sono infatti progetti di conversione, mentre una nasce da un intervento di adaptive reuse.

«L’ampia presenza di hotel indipendenti, il patrimonio immobiliare storico e i vincoli urbanistici dei centri cittadini rendono l’Italia uno dei mercati più interessanti d’Europa per le conversioni», conclude Galvao Pinto.

Riproduzione riservata ©
  • Paola DezzaCaporedattrice del Lunedì e responsabile del settore real estate per tutto il gruppo

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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