I nostri laboratori di sicurezza informatica fungono da centro di trasparenza e piattaforma di cooperazione, per fornire funzioni come la revisione del codice sorgente, la revisione dei documenti, i test di penetrazione e il trasferimento delle conoscenze. In Italia abbiamo avviato un centro di cybersecurity a Roma. Oltre a rispettare rigorosamente le leggi e i regolamenti locali sulla sicurezza informatica, aggiungiamo un'ulteriore garanzia di sicurezza del software testando ogni versione prima di installarla nelle reti dei clienti.
Sembra ancora un'utopia, almeno in ottica italiana, ma che cosa possiamo aspettarci in vista dell'avanzamento del 6G e quali nuove applicazioni?
In effetti, il 6G non è così utopico, non è fantascienza. Penso che il 6G non sia così lontano da noi. Gli anni 2030 potrebbero essere ricordati come l'inizio dell'era dell'ampio uso della robotica mobile personale. Ci saranno applicazioni impegnative come la telepresenza olografica, la comunicazione immersiva, ecc. Nel prossimo decennio si aprirà una nuova era in cui miliardi di cose, esseri umani e veicoli connessi, robot e droni genereranno Zettabyte di informazioni digitali. Lo Zettabytes è un'unità che comprende 1.000 miliardi di miliardi di byte. Per affrontare queste sfide abbiamo, quindi, bisogno di costruire una rete mobile 6G. E Il 6G sarà probabilmente un ecosistema autonomo di intelligenza artificiale. Si evolverà progressivamente dall'essere umano-centrico a essere sia umano sia macchina-centrico. Il 6G porterà una connettività wireless completa quasi istantanea e illimitata. Emergerà anche un nuovo panorama per le imprese, come risultato della convergenza che il 6G consentirà nei settori della connettività, della robotica, del cloud e del commercio sicuro e affidabile. Ciò rimodellerà radicalmente il modo in cui operano le imprese. In breve, il 6G sarà uno dei fondamenti delle società umane del futuro. Abbiamo fondato lo Zte Innovation and Research Center in Italia all'inizio del 2018. Ha verificato molti prodotti, funzionalità e casi d'uso 5G avanzati anche prima della commercializzazione su larga scala. Abbiamo un ampio collegamento con operatori, imprese, università ed enti locali per spingere insieme sull'innovazione. Sono sicuro che applicheremo la stessa prassi per il 6G. Quando arriverà la finestra temporale adatta, Zte sarà di nuovo in prima fila in Italia per prepararsi abbastanza bene per l'era del 6G.
La pandemia, le tensioni geopolitiche stanno giocando un ruolo importante anche in tema di investimenti. Zte ha sempre sottolineato la necessità di una collaborazione sul 5G. A che punto siamo?
Sebbene la pandemia abbia portato molte sfide e abbia rallentato gli investimenti in tecnologie futuristiche, nel 2021 l'industria e la società non solo hanno compreso il valore della connettività delle telecomunicazioni, ma ora stanno esaminando tecnologie trasformative come il 5G insieme all'edge computing, IoT, AI e Big data per stimolare la ripresa economica. Parlando dei diversi mercati, Zte espanderà il business in quelli di alto valore, rafforzerà le partnership con gli operatori chiave e si concentrerà sulle reti più importanti per garantire una crescita costante. Il nostro mercato strategico per il prossimo anno è rappresentato dall'Asia, dall'Europa e dall'Africa. Vogliamo aiutare gli operatori su scala globale ad aggiornare e modernizzare le loro reti Lte e ad entrare nell'era del 5G. Quanto agli operatori che stanno già investendo nel 5G, noi vogliamo lavorare con loro, per aiutare a costruire reti 5G stand alone, al fine di monetizzare le applicazioni 5G. Vorrei inoltre sottolineare l'importanza di una collaborazione globale, noi siamo molto focalizzati sulla globalizzazione, occorre più integrazione anche sul fronte delle catene di fornitura. E' importante lavorare con i nostri fornitori globali per creare un ecosistema globale delle catene di fornitura. Da vari punti di prospettiva, insomma, la collaborazione globale è la chiave.